Aperto il Museo dei crimini del comunismo, sarà inaugurato nel marzo 2013

Alla vigilia della ricorrenza della Rivoluzione di Velluto, l’associazione “Eroi silenziosi” (Nenápadní hrdinovia) ha inaugurato venerdì 16 Novembre a Bratislava il Museo dei crimini e delle vittime del comunismo. L’esposizione è stata collocata nei locali dell’Università della Salute e del Lavoro sociale Santa Elisabetta all’indirizzo Namestie Slobody 3.

Al momento il museo è in fase di “prova”, come ha detto il presidente dell’associazione Frantisek Neupauer in occasione dell’apertura. La sua inaugurazione ufficiale, infatti, sarebbe prevista per il 25 marzo prossimo, quando si celebreranno i 25 anni dalla “manifestazione delle candele” (sviečková demonštrácia), l’evento che dette inizio alle proteste contro il regime in Cecoslovacchia nel 1988, che poi sfociarono nella Rivoluzione di Velluto del novembre dell’anno successivo.

Per il momento, il museo sarà aperto ai visitatori per poche ore a settimana, con l’intenzione che a breve potranno essere trovati finanziatori per poter sostenere le spese del suo mantenimento. Lo scopo del museo e dei suoi fondatori è in particolare il destino dei 70 mila prigionieri politici e le altre vittime del regime comunista, che sono poi stati riabilitati dopo il 1989. Partner principale del progetto è la Confederazione dei prigionieri politici della Slovacchia. Oltre a mostre sul comunismo e la caduta del muro di Berlino, e oggetti di ex prigionieri politici, in futuro si dovrebbero poter visitare mostre dedicate anche ad altri regimi – comunisti e non – che hanno perpetrato genocidi e omicidi di massa in nome di qualche ideologia, anche da paesi lontani come Ruanda, Cambogia, Bosnia e Sud Sudan, paesi nei quali operano missionari slovacchi. L’associazione ha già portato in Slovacchia «una mostra sul muro di Berlino, che è stata vista da circa 15.000 studenti direttamente nelle scuole», ha detto Neupauer.

L’idea del museo, che è stata concepita insieme a organizzazioni cristiane, era stata sostenuta anche dal precedente governo di Iveta Radicova (SDKU-DS). Una volta caduto il governo nell’autunno 2011, e salito al potere il nuovo governo socialdemocratico, il Ministero della Cultura, che doveva occuparsene con l’Istituto per la memoria nazionale (UPN) ha cancellato il progetto di un museo nazionale adducendo problemi di budget dovuti alla manovra di consolidamento delle finanze pubbliche. L’associazione Eroi silenziosi ha quindi trovato una soluzione nell’affitto per cinque anni di locali nel sottotetto di un palazzo dell’università di Santa Elisabetta per il prezzo simbolico di 1 euro all’anno, rendendo così possibile l’idea di inaugurare ufficialmente il museo per il 25° anniversario della manifestazione delle candele.

Museo dei crimini e delle vittime del comunismo / Múzeum zločinov a obetí komunizmu, Námestie slobody 3, Bratislava. Web: www.muzeumkomunizmu.sk. Altre info sull’associazione al sito www.november89.eu.

(P.S.)

1 comment to Aperto il Museo dei crimini del comunismo, sarà inaugurato nel marzo 2013

  • Aliquis

    Aprire un Museo alle “vittime del comunismo”
    è qualcosa di fascista. Ho notato che non lo avete
    aperto per le vittime di monsignor Tiso.
    Perchè non aprirlo alle vittime del capitalismo?
    Eppure il più grande assassino del mondo è
    proprio quello. Nel 2011 i suicidi in Grecia
    sono aumentati del 37%, e scommetto che anche in
    Slovacchia molta gente è morta a causa della miseria.
    Aprire un museo ai crimini del comunismo, cioè
    condannare nel modo più spietato l’idea dell’ uguaglianza
    sociale, della giustizia, significa continuare a
    commettere crimini. E’ soltanto affermazione della
    vostra cupidigia e avarizia, della vostra volontà
    di arricchirvi. Non esiste ideologia che nella storia
    non abbia commesso crimini: dopo il museo degli orrori
    del comunismo, sarebbe fin troppo facile aprirne
    uno per ogni altro “ismo” (cristianesimo, liberalismo,
    democrazia, socialismo riformista, islamismo, confucianesimo, shintoismo, eccetera). Ma ogni ismo ha anche, (tranne fascismo, integralismo, liberismo) i suoi
    lati positivi. Bisogna riflettere criticamente il proprio
    passato per capire come muoversi meglio nel presente.
    Ma rifiutare in blocco il proprio passato significa
    essere ciechi per il presente e per il domani. Siete proprio sicuri che nel periodo 1944-1989 non abbiate avuto
    nulla di positivo? E poi, che fate, rinnegate anche il
    vostro connazionale Alexander Dubcek, vittima dei carri
    armati russi? Lui si è sempre dichiarato comunista.

Rispondi

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

news giorno x giorno

agosto: 2017
L M M G V S D
« Lug    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

ARCHIVIO

pubblicità google