Cirillo e Metodio: Commissione UE nega sue colpe, NBS conferma moneta originale

Sono stati alcuni stati membri della Zona Euro che hanno espresso disaccordo con la proposta originale di una moneta commemorativa slovacca raffigurante i santi Cirillo e Metodio con croci sui paramenti e aureole, ha detto giovedì ai media Andrej Kralik della Rappresentanza della Commissione Europea in Slovacchia. E solo dopo questi dissensi la Commissione ha chiesto alla Slovacchia di presentare una proposta modificata, che è stata poi approvata dal Consiglio dell’Unione Europea, secondo quanto ha detto Kralik.

In questo modo, la Commissione è intesa scantonare dalle accuse di una parte dei politici slovacchi che hanno visto nella mossa un diktat di Bruxelles e una “prepotenza dei funzionari della Commissione Europea”. La rimozione dei simboli religiosi, si difende la Commissione UE, è dovuta alla necessità di rispettare la neutralità religiosa che è sancita dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. L’eurodeputato tedesco Martin Kastler sempre giovedì aveva rivelato che i paesi che avevano obiettato alla proposta slovacca erano Francia e Grecia, secondo quanto asserisce Tasr. I due santi, peraltro, erano nativi di Salonicco (Thessaloniki), città e importante porto della Grecia orientale. Dall’opera di “censura” si è salvato soltanto il bastone pastorale con la croce patriarcale (o croce di Lorena) caratterizzata dal doppio braccio orizzontale, che fu introdotta dai due fratelli bizantini ed è uno dei simboli dello Stato slovacco.

La Conferenza episcopale slovacca (KBS) ha preso molto male la decisione della banca di accondiscendere alla richiesta di Bruxelles. La rimozione dei simboli essenziali dei santi Cirillo e Metodio, ha dichiarato il suo portavoce Jozef Kovacik, «è indice di una svolta culturale e di una mancanza di rispetto nei confronti della storia». «Il libero utilizzo degli attributi dei santi Cirillo e Metodio dimostra che il totalitarismo è stato sconfitto ed è un simbolo di libertà. Se stiamo perdendo importanti simboli direttamente connessi alla libertà della nazione slovacca è anche colpa delle istituzioni slovacche responsabili», ha detto Kovacik.

I gruppi parlamentari del Movimento Cristiano Democratico (KDH), dell’Unione slovacca democratica e cristiana (SDKU-DS) e alcuni membri di Gente Ordinaria e Personalità Indipendenti (OLaNO) avevano comunque chiesto mercoledì alla Banca Centrale Slovacca (NBS) di insistere sulla proposta artistica originaria della moneta. Levare le aureole è «come togliere la croce alla cattedrale di San Martino a Bratislava», aveva affermato l’europarlamentare popolare slovacca Anna Zaborska, e ancora più dura è stata la Vicepresidente del Parlamento, Erika Jurinova (OLaNO), che ha definito un «assurdo» l’aver dovuto obbedire ai diktat di «qualche funzionario di Bruxelles».

E l’appello sembra aver trovato terreno fertile, perché il Consiglio bancario di NBS ha deciso venerdì 23 novembre che la moneta conterrà i simboli religiosi come nella proposta originaria, «rendendosi conto che un nuovo processo di approvazione può portare vanificare quello che era l’obiettivo originale dell’emissione», che sarà valida in tutti i 17 paesi membri della Zona Euro, ha informato venerdì la portavoce di NBS Petra Pauerova.

La moneta commemorativa da 2 euro intende ricordare il 1150° anniversario dell’arrivo dei santi Cirillo e Metodio nella regione della Grande Moravia, nell’anno 863. I due “Apostoli degli slavi” (è del 1985 la lettera enciclica Slavorum Apostoli) furono designati da Giovanni Paolo II compatroni d’Europa nel 1980, e sono rappresentati nell’iconografia con paramenti liturgici ricoperti di grandi croci e aureole in segno della loro santità. E in Slovacchia sono sempre accompagnati dal pastorale che riporta la doppia croce simbolo di Stato. Lo storico SAV Ján Steinhübel aveva difeso la banca quando sembrava aver accettato di far marcia indietro, considerando che come sia un errore la rimozione dei simboli sulle monete, dato che «siamo uno Stato laico, che non è legato ad alcuna particolare ideologia o religione». E del resto, «quando erano in missione qui non erano ancora santi, e da un punto di vista storico questo è perfettamente corretto».

Molti giornali di tutta Europa, anche indubbiamente laici, avevano commentato la cosa, riferendosi alle “persecuzioni” dell’Europa sulla natura inconfutabilmente cristiana di questa parte di mondo. Il Piccolo di Trieste scriveva «niente aureole, siamo europei», parlando di «santi spuntati». Il quotidiano riportava che in Bulgaria, secondo il portale EurActiv, la stampa ha ricordato che anche durante il regime comunista era vietato rappresentare Cirillo e Metodio con le aureole. «Se la Slovacchia è Europa il merito è anche dei poveri Cirillo e Metodio – proclamati patroni d’Europa da Giovanni Paolo II: è forse questo che non garba a Bruxelles? – i quali certo non andarono da quelle parti per fare trekking o a passare le acque», scrive il settimanale Tempi sul suo sito citando l’annuncio dato sulla tv slovacca STV. «Ora i due santi senza aureola tengono, con aria giustamente affranta, una croce a doppio braccio, che è poi l’emblema nazionale che campeggia anche nella bandiera», scriveva Il Foglio. Il Giornale ha polemizzato in un articolo di sabato 24 novembre a firma Fausto Biloslavo (partigiano degli slavi perfino nel nome…) dal titolo “Eurofollie: sulle monete sì a Tito, no a croci e aureole”: «i santi Cirillo e Metodio, osannati nell’Europa orientale come da noi Pietro e Paolo, possono comparire sulla moneta unica, ma senza ostentare simboli religiosi». L’articolo continuava affermando: «Peccato che gli zelanti gnomi spirituali di Bruxelles non abbiano avuto nulla da obiettare per l’euro sloveno già in circolazione con il faccione di Franc Rozman, un generale di Tito, il maresciallo jugoslavo boia di italiani. L’alto ufficiale viene raffigurato con la bustina partigiana ed una grande stella a cinque punte, quella rossa dei comunisti».

In un articolo del sito Vatican Insider, Michelangelo Nasca ha scritto giovedì 22 novembre che «ancora una volta la rigidità mostrata nei confronti del cristianesimo – che, ricordiamolo, ha dato dignità e valore alla cultura di tutta l’Europa – prevale sul buon senso». Nel nominare i santi compatroni del continente europeo, ricorda Nasca, Papa Wojtyla scriveva che l’annuncio coraggioso del Vangelo nelle terre slave «è stato via e strumento di reciproca conoscenza e di unione fra i diversi popoli dell’Europa nascente, ed ha assicurato all’Europa di oggi un comune patrimonio spirituale e culturale». Ma purtroppo, conclude amaro Naschi, per qualcuno «non ci sono santi che tengano. La cultura slava avrà così la sua nuova moneta, mentre in tutti i loro libri di storia (e per di più alla radice della lingua slava stessa) non si potrà fare a meno di leggere e ricordare quell’alfabeto “cirillico” inventato proprio dai due compatroni d’Europa, Cirillo e Metodio». [In realtà, l’alfabeto cirillico è una derivazione successiva – realizzata da discepoli migrati in Bulgaria – di quello paleoslavo che Costantino-Cirillo inventò per dare una forma scritta alla lingua parlata in questa regione nel IX secolo, creata con caratteri derivati in parte dall’alfabeto greco].

Ora, con la sua decisione, la Banca Centrale Slovacca ha lanciato un guanto di sfida all’Europa. Attendiamo curiosi i prossimi sviluppi. La moneta commemorativa verrà emessa nel maggio del 2013.

(P.S., Fonte Tasr, Vatican Insider, Agenzia Sir, KBS)

2 comments to Cirillo e Metodio: Commissione UE nega sue colpe, NBS conferma moneta originale

  • Armando

    Mi verrebbe da ridere, se non mi venisse da piangere. Non ne faccio una questione di principio, ma di sostanza. E “uso” questo articolo, apparentemente di poco conto, per sollevare una questione molto importante. Anzi, due. Cominciamo con la prima, solo in senso strettamente cronologico. Non sono certamente cattolico e, anzi, non ho alcuna simpatia per la Chiesa Apostolica Romana. Però ritengo lesivo della libertà di ognuno questa discriminazione sui simboli. Io non sono cattolico, come non sono mussulmano né induista, ma non vedo perché chiunque altro non possa avere assoluta libertà di espressione della propria fede religiosa, purché ovviamente ciò non leda sostanzialmente la sensibilità di chi la pensa in modo diverso. Mi sembra assurdo che i burocrati di Bruxelles si “preoccupino” di non urtare la sensibilità di chi, stupidamente, non vuol permettere la presenza di simboli religiosi su una moneta. Questo denota una assoluta mancanza di rispetto per la sensibilità altrui e, soprattutto, per la libertà di espressione! Cosa ben diversa se si fosse proposto di coniare monete che palesemente offendono un’altra delle religioni praticate in Europa o in altra parte del mondo. Questa vicenda mi ricorda altre norme varate sempre dai nostri “cari” burocrati della Commissione Europea. Avevano proibito l’utilizzo di legna nei forni A LEGNA per la pizza italiana e avevano stabilito quale dovesse essere la curvatura delle banane…
    Ma non hanno altro a cui pensare?!
    Veniamo al secondo aspetto. La sovranità monetaria.
    Mi considero un “europeista”, nel senso che sarei, ed il condizionale è d’obbligo, favorevole ad una Unione Europea se i presupposti fossero diversi da quelli che sono. Questa Europa che abbiamo oggi è l’unione di tante democrazie o è solo una unione “bancaria”?! Pochi sanno che, scegliendo l’euro come moneta corrente, la Repubblica Slovacca a rinunciato alla propria indipendenza bancaria, finanziaria ed economica. Quando si parlava di euro sì / euro no, mi ritrovai a parlare con un professore universitario della Univerzita Komenského. Se non sbaglio insegnava proprio alla Facoltà di Scienze economiche e sociali. Poco importa. Non stavo parlando con un addetto ad una pompa di benzina. Quando gli chiesi cosa pensasse del “signoraggio bancario” e delle conseguenza che avrebbe avuto sulla indipendenza politica ed economica della Slovacchia, mi rispose: Signoraggio bancario?! Mai sentita questa espressione..
    Non sapeva neanche di cosa stavo parlando.. e non era per nulla preoccupato!
    E come lui, ritengo, la maggior parte degli slovacchi, e dei politici della Slovacchia, non hanno la più pallida idea di cosa ciò comporti. Non in termini di forma, ma proprio di sostanza. La vicenda delle monete “epurate” è solo un pallido esempio di ciò che ha comportato, per la Slovacchia e per l’Italia, l’adesione all’euro.
    Tutta la mia solidarietà, solo per questa volta, ai cattolici.
    Forse la Slovacchia è stata “costretta” ad aderire all’euro visto che ormai la maggior parte delle industrie “pesanti” sono tedesche o comunque controllate da capitali esteri. Ma perché allora la repubblica Ceca ha resistito alla “tentazione”, o ai diktat, e non ha aderito all’euro?!
    Un consiglio ai politici di KDH, di SDKU-DS e anche agli altri.. La Národná Banka Slovenska… è ancora “Národná” oppure ormai è solo una filiale della BCE?! Vigilate… e se è il caso, sempre che ne abbiate la vis politica, fate qualcosa o, dopo aver “normalizzato” la Grecia, la Spagna, il Portogallo e l’Italia, alla BCE potrebbe venir voglia di “normalizzare” anche la Repubblica Slovacca! Ops! Che gaffes!! BCE?! Ma no, si chiama Unione Europea!

  • Christian

    E qualcuno ricordi che la Bandiera Europea non è altro che il Manto della Madonna con le dodici stelle che ha sul capo a significare sia le Dodici tribù di Israele sia i Dodici apostoli… Vedi visione di San Giovanni Apostolo nell’apocalisse…

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