US Steel, Fico: sono preoccupato per i 13.000 lavoratori di Kosice

Dopo l’incontro di ieri con il presidente di US Steel Kosice, il Primo Ministro slovacco Robert Fico ha detto che se l’acciaieria sarà venduta (una decisione che la US Steel Corporation non ha tuttavia ancora notificato), la ragione principale di questo è una “cattiva privatizzazione” della fabbrica negli anni ‘90. Pur non potendo in alcun modo influenzare la decisione degli americani, Fico ha chiesto loro di mantenere informato il governo slovacco degli sviluppi, sottolineando l’importanza dell’azienda per la Slovacchia, e in particolare per la parte orientale del Paese.

Fico ha insistito sul fatto che l’attuale vendita in corso può essere il risultato di ciò che egli chiama “cattiva privatizzazione” delle acciaierie nel corso del primo governo di Mikulas Dzurinda, che fu fortemente coinvolto nella vendita della società fin dall’inizio dei negoziati nel 1998 (la vendita è stata formalmente completata nel 2000). Il governo concedeva allora agli investitori condizioni incredibilmente favorevoli… «E ora che queste condizioni non sono più possibili, queste aziende se ne vanno per un ambiente [d’impresa] migliore», ha aggiunto Fico.

Il governo sarebbe pronto ad aprire un tavolo con l’impresa nel caso i proprietari di US Steel decidessero di rimanere a fare affari in Slovacchia, ha detto il Primo Ministro, pur negando di essere entrato nei dettagli della questione con i rappresentanti dell’azienda su eventuali incentivi di Stato.

Il problema più attuale, nell’ipotesi di vendita dell’acciaieria, è che una numerosa quota dei suoi dipendenti impiegati nelle società controllate – si tratta di quasi 4.000 posti di lavoro – potrebbero essere lasciati a casa, scrive oggi in prima pagina il quotidiano finanziario Hospordarske Noviny. Se infatti i 10.800 lavoratori diretti di US Steel sono protetti da un contratto collettivo fino almeno a tutto il 2014, non lo sono invece le maestranze delle società esterne e dei fornitori dello stabilimento siderurgico. La società ha circa 1.900 dipendenti nelle sue controllate, altri 1.000 sono personale esterno e ci sono 1.000 persone assunte tramite le agenzie di reclutamento con contratti di somministrazione di lavoro. Secondo l’analista di Cyrrus Jiri Simara, il nuovo investitore potrebbe anche non essere disposto ad acquistare le controllate e non deve necessariamente prendersi la responsabilità dei collaboratori esterni.

«Mi preoccupo per le 13.000 persone che lavorano [nell’acciaieria e nelle imprese associate] a Kosice, e mi preoccupo di come il nuovo proprietario si comporterà», ha detto Fico concludendo la conferenza stampa ieri.

Tra le possibili ragioni per la partenza della società, Fico ha detto che la legislazione comunitaria con i suoi stringenti standard di protezione dell’ambiente sta probabilmente facendo perdere competitività alla società nei confronti delle metallurgiche «diciamo, in Ucraina o in Cina».

Anche il quotidiano Sme sottolinea oggi come non siano solo i 500 milioni di euro di investimenti necessari per rinnovare l’impianto siderurgico, ma anche la rigorosa politica europea in materia ambientale la causa della ventilata fuga degli americani dalla Slovacchia. La nuova e più rigorosa direttiva sulle emissioni industriali, che dovrà essere approvata l’anno prossimo in Slovacchia, potrebbe costare all’acciaieria di Kosice qualcosa come 500 milioni di dollari (391 milioni di euro) entro il 2016, andando a intaccare significativamente i bilanci della società.

(La Redazione)

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