Rogo bandiera UE: Marian Misun licenziato dalla polizia

L’agente di polizia Marian Misun, l’attivista di estrema destra che ha bruciato una bandiera dell’UE davanti al Parlamento slovacco alla conclusione della marcia “Insieme per una vita decente e sicura” che si è tenuta sabato 11 novembre, perderà il suo posto di lavoro. A farlo sapere è stato il capo della polizia di Trnava, dove l’agente presta servizio, Igor Kelesi. L’ex direttore regionale dell’organizzazione di Matica Slovenska a Puchov è attualmente in congedo temporaneo e non dovrebbe tornare al lavoro che il 19 novembre. Il suo superiore pensava inizialmente di attendere un verdetto del tribunale prima di intraprendere un’azione disciplinare, ma poi ha cambiato idea.

La marcia di protesta di sabato è stata organizzata da Misun insieme a Oskar Dobrovodsky, l’uomo passato alla notorietà per la lunga controversia con i suoi vicini rom a Malacky che a settembre ha deciso di cambiare casa.

La Corte distrettuale di Bratislava ha decretato Misun colpevole di disordini e gli ha comminato una multa di 300 euro e il divieto di ingresso sul territorio della capitale per due anni. L’imputato, che ha presentato ricorso, non pensa di aver commesso alcun reato e si aspetta che il giudice di grado superiore declassi le sue azioni imponendo una semplice ammenda. «Io ritengo che questo sia un processo politico», ha affermato l’uomo dopo il processo. Secondo il verdetto, se decidesse di non pagare andrà in carcere per tre mesi.

(Fonte Tasr)

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