Corte europea: la Slovacchia ancora condannata per la sterilizzazione di donne rom

La Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha emesso una terza sentenza nel corso dell’ultimo anno a sfavore della Slovacchia per la sterilizzazione forzata di donne rom. Le due donne oggetto dell’ultimo verdetto dovranno essere risarcite per 28.500 e 27.000 euro, oltre alle spese di giudizio. Tre donne rom avevano presentato una denuncia alla Corte europea nel 2004, sostenendo di essere state forzate a sterilizzarsi presso l’ospedale di Krompachy (regione di Kosice).

Una delle due ricorrenti, identificata con le iniziali I.G., ha espresso la sua soddisfazione per la decisione del tribunale, che ha confermato le rivendicazioni e «ha ammesso che ci hanno sterilizzate senza il nostro consenso». «A nome mio e di altre donne rom, ringrazio la Corte europea», ha aggiunto, rammaricandosi però di dover essere arrivata a questo grado di magistratura per ottenere giustizia, mentre “nessuno in Slovacchia si fidava della loro versione dei fatti”.

“La corte ha nuovamente confermato nella sentenza che la sterilizzazione senza il consenso informato è un’ingerenza nei diritti umani fondamentali di una donna garantita dal Trattato europeo e altre leggi internazionali che la Slovacchia obbliga”, ha detto l’avvocato delle donne, Vanda Durbáková, come citato da Sita, aggiungendo che il governo slovacco dovrebbe agire e assumersi la responsabilità di queste “pratiche illegali”.

La CEDU aveva già emesso due sentenze che confermano l’avvenuta sterilizzazione forzata di donne rom in Slovacchia. La prima è arrivata nel novembre 2011, la seconda nel luglio 2012. Gli indennizzi delle prime due cause sono stati di 31.000 e 30.000 euro.

(Fonte Sita)

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