Lo sappiamo, non siamo mica perfetti… ma ci consoliamo

Sappiamo di non essere perfetti J. E siamo grati ai nostri lettori che sono così benevoli da non ricordarcelo. Una mancata perfezione che si estende dal non sapere tutto (purtroppo) al fare errori più o meno banali di battitura di un articolo. È di quest’ultima cosa che ci vorremmo scusare in particolare. Non perché sia più grave dell’altra, ma perché disturba l’occhio e fa perdere la concentrazione.

Ci è capitato più e più volte di rileggere un articolo uno, due, dieci giorni dopo e accorgerci di un refuso (una doppia a sproposito, un maschile che diventa femminile la riga dopo, eccetera), e ogni volta lo abbiamo corretto. Ma non manchiamo di farne ancora, e crediamo che ne faremo sempre. Il tempo tiranno è infatti il complice latente di questo stato di cose. Quando si va di corsa non si ha il tempo di rileggere con calma o di far leggere il pezzo a occhi diversi (non parliamo di correttori di bozze, che non esistono più), ai quali certamente salterebbe subito all’occhio quel che non va…

Ci consola, almeno in parte, quanto riportato in un articolo di Internazionale del 13 luglio scorso, intitolato “Senza frontiere”. Nel pezzo di Giulia Zoli si cita come il problema sia di livello mondiale. Nella più grande indagine sull’accuratezza dei giornali mai condotta negli Usa (nel 2007) «più del 59 per cento degli articoli pubblicati sui quotidiani statunitensi conteneva un errore. Uno studio appena uscito sul bimestrale Journalism Practice sostiene che in Italia il tasso di errore delle notizie potrebbe essere simile». Tra gli errori più comuni vi sono «le citazioni errate e i titoli imprecisi», il che minaccia, tra le altre cose, la credibilità dei giornali (e qui si parla di grandi testate nazionali e internazionali), conclude Zoli. Si può leggere l’articolo qui.

Beh, almeno speriamo che il lettore di Buongiorno Slovacchia continui ad essere generoso e tollerante, e ci perdoni i peccati più veniali. Sappia, il nostro lettore, che ce la mettiamo tutta per fare del nostro meglio. E se il lettore più attento volesse dare una mano segnalandoci eventuali refusi, può essere certo della nostra gratitudine. L’importante è continuare a sforzarsi, scrive sempre Giulia Zoli in un altro pezzo del marzo 2012, citando Arthur S. Brisbane, garante dei lettori del New York Times. Secondo lui, «più correzioni ci sono, meglio è», dando per scontato che eliminare gli errori dalla scrittura sia una mission impossible.

 

(P.S.)

2 comments to Lo sappiamo, non siamo mica perfetti… ma ci consoliamo

  • Francesco

    Il servizio offerto dal vostro giornale a noi italiani in Slovacchia e’ talmente importante che qualsiasi errore o refuso passa inosservato .
    Grazie .
    Francesco De Stefano

  • Redazione

    Grazie Francesco!

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