Fico: la Slovacchia non può battere la crisi senza i soldi UE, le imprese straniere si facciano sentire

All’incontro del gruppo Amici della coesione avvenuto ieri a Bruxelles il Primo Ministro slovacco Robert Fico ha ottenuto il sostegno delle parti sociali europee. Fico e i rappresentanti delle parti sociali dei sette paesi economicamente più forti dell’Unione Europea hanno raggiunto un consenso sul fatto che il superamento delle differenze economiche tra i diversi membri UE è utile per tutti i paesi del blocco. Tra le parti presenti vi sono imprese occidentali che hanno filiali importanti nei paesi dell’Europa centro-orientale e meridionale.

Il dibattito sul bilancio dell’UE per il periodo 2014-2020 fino ad ora mostrava il gruppo di paesi che sono contribuenti netti del bilancio UE (a partire in particolare da Germania e Francia), aveva chiesto un congelamento completo o quanto meno una riduzione dei finanziamenti per la mitigazione delle disparità regionali – la cosiddetta politica di coesione.

Riguardo alle nubi fosche che si estendono sul prossimo vertice europeo sul tema bilancio, che si terrà la prossima settimana, le controversie in corso potrebbero risultare in «due notti di ricatto», ha detto il Primo Ministro slovacco a seguito dell’assemblea degli Amici della coesione, e ha dato la possibilità di addivenire ad un accordo tra paesi “ricchi” e paesi “poveri” al 50%. Ma se il Consiglio Europeo non si accorda sul bilancio pluriennale, dovrà emergere una proposta completamente nuova, e l’atmosfera «è molto tesa. Quando il denaro è in gioco, tutto è in gioco. Sarà una battaglia dura …», ha detto Fico.

La Slovacchia e gli altri paesi del gruppo di coesione si rendono conto che ci saranno tagli al bilancio. Ma questi, dice Fico, «dovrebbero essere in quei settori che hanno visto i maggiori incrementi di risorse per il prossimo periodo di bilancio (di sette anni)». Fico ha ribadito che la Slovacchia non sarà in grado di riavviare la crescita economica senza tali fondi, perché il 75% di tutti gli investimenti pubblici in Slovacchia sono coperti da fondi comunitari.

Gli stati più forti dell’Unione Europea non possono chiedere solidarietà alla Slovacchia quando ne hanno bisogno, e poi quando è la Slovacchia a chiedere appoggio dimenticare questa regola. Le imprese provenienti dai paesi UE economicamente più solidi hanno beneficiato dello sviluppo della Slovacchia con le attività sviluppate sul suo territorio, ha detto Fico, che ha chiesto loro di «alzare la voce» per convincere i politici nei loro paesi d’origine che i tagli alla spesa nei programmi per il superamento delle differenze regionali avranno un impatto negativo anche su di loro.

Il gruppo di amici di coesione è costituito da Slovacchia, Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia, Bulgaria, Cipro, Estonia, Grecia, Lituania, Lettonia, Malta, Portogallo, Romania, Slovenia e Spagna. Nel gruppo vi è anche la Croazia, che sarà membro dell’UE dal prossimo anno. Favorevoli ai tagli di bilancio per la politica di coesione sono Germania, Regno Unito, Francia, Finlandia, Paesi Bassi, Austria, Svezia e Danimarca.

(La Redazione)

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