Slovglass Poltar, chiesti incentivi allo Stato, anzi no, viene offerta ai tedeschi di AHG

Per la fabbrica di vetro Slovglass di Poltar, ceduta a fine settembre con una gara dall’amministrazione fallimentare a una società denominata Convey a.s. con sede a Bratislava, il nuovo proprietario ha chiesto un sostanzioso contributo di Stato per far ripartire la produzione che è ferma da ormai un anno. Il giornale Hospodarske Noviny ha scritto il 6 novembre che il portavoce del Ministero dell’Economia ha ammesso che l’azienda «ha consegnato una richiesta di incentivi per un totale di 11 milioni di euro. Nella domanda sono richiesti sia sgravi fiscali che aiuti in denaro contante.

Ma a quanto pare il destino sofferto dello stabilimento, uno dei pochi che ancora producevano vetro di qualità in Slovacchia, potrebbe essere ancora incerto. Lo stesso quotidiano ha scritto il giorno dopo, il 7 novembre, che la Convey starebbe anche di nuovo cercando di vendere la fabbrica. Una fonte anonima informata dei fatti avrebbe detto al giornale che «i rappresentanti della società Convey hanno scritto pochi giorni fa alla ditta tedesca AHG offrendole l’acquisto della Slovglass».

Il gruppo vetrario tedesco AHG Industry, con una lunga esperienza nel settore, aveva partecipato alla gara istituita dal giudice fallimentare ma aveva perso per soli 10mila euro. La sua offerta, presentata tre giorni prima della scadenza, era di 900mila euro, e Convey l’ha superata con una proposta di 910mila all’ultimo minuto. Alla gara aveva partecipato anche l’imprenditore ceco Otakar Motka che ha recentemente acquistato una vetreria in Repubblica Ceca con una filiale in Germania e impiega 1.600 persone nel settore. Mentre Convey non avrebbe dal canto suo l’esperienza per gestire da sola l’industria del vetro slovacca, unica rimasta a produrre nel Paese vetro al piombo e cristallo che finiva per lo più all’estero (grazie al 95% di esportazioni). Poco prima del fallimento Slovglass aveva ridotto la sua forza lavoro a 400 dipendenti, contro gli oltre mille di pochi anni fa, che ne facevano il maggior datore di lavoro del distretto, affetto da una disoccupazione allarmante (24%). Nonostante le offerte all’asta fallimentare, le proprietà aziendali sono stimate in oltre 4 milioni di euro.

C’è poi un’altra ipotesi in campo, una pista cinese. Sempre secondo Hospodarske Noviny ci sarebbe infatti un potenziale interesse di investitori cinesi che potrebbero spendere 10-20 milioni di euro per modernizzare la fabbrica e farla ripartire, acquistando forse il 50% della società, da gestire insieme all’attuale proprietà. I cinesi si occuperebbero poi in specifico di vendere il prodotto slovacco nel mondo.

(La Redazione, Fonte hnonline.sk)

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