Kuracina e le sue pistole Grand Power, quando l’ostinazione è vincente

Il sito web tvnoviny.sk ha raccontato qualche giorno fa la storia di Jaroslav Kuracina, un 41enne slovacco che ha aperto una decina di anni fa un’azienda che produce armi da fuoco. Ed è una storia di ostinazione e caparbia che lo ha portato oggi a mietere successi all’estero. La Grandpower, questo il nome della ditta, è una piccola azienda di Banska Bystrica che in Slovacchia si è scontrata contro un muro di incomprensione e non ha mai sfondato.

Kuracina ha avuto fin dall’infanzia una certa affinità con le armi, ricevuta dalla passione di suo nonno, partigiano della seconda guerra mondiale. Da adolescente disegnò la sua prima arma e non smise mai nemmeno durante gli studi presso la scuola militare.

Al 1994 risalgono i primi disegni seri, ma nell’esercito, dove lavorava, non li hanno presi sul serio, e tre anni dopo grazie a un accordo con un’industria di Povazska Bystrica, la Povazske Strojarne, nascono i primi prototipi della pistola Q2000, che nel frattempo era stata registrata come brevetto internazionale. L’anno successivo nasce la 9mm K1, presentata nel 2000 alla fiera di Norimberga e che viene poi trasformata più tardi nella K100 (la K quale iniziale del suo nome, e il numero 100 a rappresentare il suo peso – in grammi).

Ma l’azienda produttrice fallisce, e così Kuracina decide di aprire una produzione lui stesso con la società Grandpower nel 2002. Malgrado avesse già un certo numero di brevetti internazionali, Kuracina non riuscì però a trovare banche che lo finanziassero; si rivolse così ai suoi amici e iniziò la sua avventura, che presto si è sviluppata con nuovi macchinari e personale, e intanto la gamma di armi in portafoglio si allargava.

L’ammiraglia dell’azienda, la pistola K100, ha contribuito a promuovere i tiratori slovacchi nei concorsi internazionali e ha visto un crescente interesse nelle fiere di settore, dove è stata notata dall’importante azienda statunitense STI che la aggiuse al suo portafoglio portandola sul mercato americano.

Oggi Gran Power impiega 40 persone, fabbrica 16 modelli di pistole di vario calibro e la produzione è di oltre 2.000 pezzi mensili, il 95% dei quali finisce sui mercati esteri, in particolare in Russia e negli Stati Uniti. Quando fece la prima richiesta di brevetto gli diedero del pazzo, ricorda Kuracina, e oggi invece è lui a ridere.

(La Redazione)

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