Tupy, chiusa dopo sette anni senza colpevoli l’inchiesta sull’omicidio del giovane

La polizia slovacca ha chiuso le indagini sull’omicidio di Daniel Tupy, lo studente universitario ucciso a coltellate sulla riva del Danubio sette anni fa. Nel 2009 l’allora Ministro degli Interni Robert Kalinak aveva definito l’assassinio come “un atto odioso” e aveva promesso che la polizia non avrebbe rinunciato a cercare la verità, nel momento in cui tuttavia i presunti colpevoli venivano rilasciati per mancanza di prove. Kalinak aveva affermato comunque che l’inchiesta era progredita e c’erano nuovi elementi, ma oggi che è di nuovo lui agli Interni, la polizia ha archiviato il caso, scrive il quotidiano Hospodarske Noviny.
Lo studente 21enne della Facoltà di Filosofia dell’Università Comenius di Bratislava fu accoltellato a morte in un attacco a lui e a un gruppo di amici la sera del 4 novembre 2005 sul lungofiume Tyrsovo a Bratislava. Si era pensato in un primo momento che gli aggressori fossero una banda di skinhead, ma le indagini portarono a membri della malavita locale. Il caso suscitò una forte reazione pubblica e diventò un simbolo della lotta contro l’estremismo in Slovacchia.
La portavoce della direzione della polizia Andrea Dobiasova ha confermato al giornale che l’inchiesta è stata sospesa il 24 agosto 2012, in attesa dell’eventuale affioramento di fatti nuovi che diano ragioni per riprendere le indagini.
Daniel Tupy morì con otto coltellate in corpo, e altri sei dei suoi amici rimasero feriti quella sera, uno dei quali gravemente. L’accusa non è mai pervenuta ad una prova diretta, e i testimoni hanno cambiato la loro versione durante il processo. Un gruppo di uomini guidato da Richard Hrotko, che avevano presunti legami con il gruppo criminale di Bratislava chiamato “Pitovci” e che erano stati accusati del fatto, sono stati successivamente liberati. L’inchiesta sarebbe stata fin dai suoi inizi accompagnato da una serie di errori.

(Fonte hnonline.sk)

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