Slovacco scopre cometa con telescopio Usa controllato via web

È stata annunciata a metà della scorsa settimana, ma risale allo scorso 18 ottobre, la scoperta di una nuova cometa da parte di un astronomo dilettante slovacco. Si tratta della prima cometa scoperta per mezzo del telescopio Schulman da 32 pollici del Mount Lemmon SkyCenter, in Arizona (Usa), ad appena sei mesi dalla sua inaugurazione. Si tratta del telescopio più grande negli Usa dedicato all’utilizzo pubblico e fruibile anche dai privati cittadini, e può essere azionato a distanza attraverso internet. Mentre lo utilizzava, l’astrofilo amatore Tomas Vorobjov (nella vita, un programmatore ventottenne) ha scoperto una cometa sconosciuta in orbita intorno a Giove, secondo un comunicato stampa della University of Arizona. L’oggetto ha un diametro di otto chilometri ed è stato naturalmente battezzato con il nome dello scopritore.

Vorobjov, per la verità, stava raccogliendo dati per una ricerca di un asteroide nel corso di una delle campagne scolastiche organizzate dall’International Astronomical Search Collaboration (IASC), che permette a studenti universitari di fare scoperte originali di asteroidi della fascia principale, rocce spaziali rimaste in circolazione dalla formazione del sistema solare.

Vorobjov deve probabilmente la sua scoperta a un conflitto di programmazione. La sua osservazione era inizialmente programmata per sabato 14 ottobre, ma il telescopio SkyCenter era in quel momento utilizzato per attività locali da astronomi in visita. La sua sessione è dunque stata spostata alla domenica, e, ricorda l’astrofilo, «se il telescopio Schulman fosse stato disponibile sabato, la cometa molto probabilmente sarebbe stata al di fuori del campo visivo e non l’avrei trovata». A sentire lui, vengono scoperte solo 15-30 comete all’anno, un’inezia in confronto ai quasi 100.000 asteroidi svelati ogni 12 mesi.

In effetti anche lui avrebbe dovuto osservare un gruppo di asteroidi potenzialmente sconosciuti in una precisa zona di cielo. Il sistema per scoprire gli asteroidi è semplice: «si prendono tre immagini dello stesso campo di cielo a circa 10 minuti l’una dall’altra, poi si allineano le stelle nelle immagini, che appariranno in una posizione fissa. Un asteroide apparirà come un punto che si muove… attraversando un campo di stelle».

La casualità del suo rinvenimento ha fatto dire a Vorobjov che «in qualsiasi tipo di scoperta c’è una parte di fortuna. Tu non sei responsabile di tutto».

(La Redazione, Fonte University of Arizona)

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