Corte di Presov: niente classi separate per i rom in Slovacchia

La Corte regionale di Presov ha confermato la sentenza della Corte distrettuale della stessa città che aveva stabilito che le scuole non possono mettere i bambini rom in classi separate. Ha dato la notizia mercoledì Amnesty International. La decisione ora non può più essere oggetto di ricorso, ha informato il gruppo di attivisti. «Questa sentenza importante è un segnale alle autorità, tra le quali il Ministero della Pubblica Istruzione, che indica come la segregazione degli alunni rom sulla base della razza viola il diritto alla parità e agli obblighi internazionali della Slovacchia per porre fine alla discriminazione», sono le parole di Marek Marczynski, vice direttore per l’Europa e l‘Asia centrale di Amnesty International.

Amnesty ricorda che ha documentato la segregazione dei rom nelle scuole slovacche fin dal 2006. La sentenza del tribunale è arrivata per il caso di una scuola elementare a Sarisske Michalany, nel distretto di Sabinov, regione di Presov. La creazione di classi separate, dove erano stati collocati bambini provenienti prevalentemente dall’insediamento rom Ostrovanoch, risale a circa quattro anni fa. La gestione della scuola si è sempre giustificata dicendo che i bambini non erano grado di seguire il ritmo standard di istruzione, non facevano i compiti a casa e avevano abitudini igieniche perlomeno discutibili. Nelle classi separate, asseriva la scuola, gli insegnanti possono applicare un miglior approccio individuale con questi alunni difficili.

Ora, secondo la sentenza, la scuola dovrà correre ai ripari entro l’inizio del prossimo anno scolastico, annullando la separazione degli alunni. Il sindaco del villaggio, Vincent Lesso, ha detto di essere profondamente deluso dal verdetto del tribunale.

(Red)

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