Corte Costituzionale obbliga ex presidente Kovac a chiedere scusa a Lexa (SIS)

Il caso di rapimento del figlio dell’allora Presidente della Repubblica Slovacca Michal Kovac, avvenuto nel 1995, ha preso una nuova piega la scorsa settimana con il verdetto della Corte Costituzionale che ha stabilito che l’ex Presidente debba chiedere scusa all’ex capo dei servizi  segreti Ivan Lexa, confermando il giudizio della Corte regionale di Bratislava del giugno 2011. Inoltre, l’ex capo di Stato dovrà pagare un risarcimento di 3.319 euro per le dichiarazioni fatte quando Presidente. Kovac disse che il SIS era sicuramente dietro al rapimento di suo figlio Michal Kovac jr. e che Lexa, come suo capo, doveva conoscerne i dettagli.

La Corte Costituzionale ha respinto il reclamo di Kovac ritenendolo “inammissibile”. L’82enne Kovac, oggi in non troppo floride condizioni di salute, ha dichiarato stupore per l’espressione “obiezione inammissibile”. Il caso di rapimento del figlio del Presidente non è mai stato completamente esaminato per una serie di amnistie concesse dall’allora Primo Ministro Vladimir Meciar che all’epoca fingeva anche da Presidente.

Secondo la Corte regionale, anche se le accuse di Kovac si fossero rivelate vere, lui non era autorizzato a parlare in pubblico affermando come un dato di fatto il collegamento tra Lexa e attività criminali che non sono mai state provate. Kovac ha rifiutato di chiedere scusa e intende portare il caso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo.

Secondo il Movimento Cristiano-Democratico (KDH) la sentenza costituzionale è indecente. Si tratta di uno schiaffo alla giustizia che non ha uguali dai tempi di Meciar, ha detto il capo del partito Jan Figel riferendosi al Primo Ministro degli anni ‘90 Vladimir Meciar (HZDS). Il fatto che quest’ultima decisione arrivi a ridosso degli eventi del novembre – ha detto Figel con riferimento alla caduta del comunismo il 17 novembre 1989 – solleva interrogativi di ulteriori sviluppi democratici in Slovacchia. KDH si è a lungo battuto, anche recentemente nel corso del governo Radicova (2010-2012), per l’abrogazione delle amnistie che Meciar concesse ai presunti protagonisti del caso Kovac jr., non è però ancora riuscito a coagulare attorno alla sua proposta di legge una sufficiente maggioranza in Parlamento. Per tale emendamento serve infatti una maggioranza costituzionale di 90 deputati, che la destra da sola non può sostenere.

(Fonte Sme)

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