I Benedettini perdono il ricorso per la proprietà del castello di Rusovce

L’ordine dei benedettini ha perso la causa relativa alla proprietà del castello di Rusovce (sobborgo a nord di Bratislava). La Corte Suprema ha respinto il ricorso dell’Ordine di San Benedetto (della congregazione ungherese dei Benedettini) contro un verdetto del tribunale regionale di Bratislava. I diritti di proprietà sull’edificio sono stati rivendicati dall’ordine già da metà degli anni ’90 in base al fatto che il palazzo è stato lasciato in eredità alla congregazione dalla principessa Stephanie del Belgio negli anni ‘40.

L’Ordine ha chiesto la riconsegna dell’edificio con un ordine di restituzione nel dicembre 1994, ma questa mossa è stata rifiutata e considerata nulla in quanto non rispettava tutti i requisiti di legge. Dopo essere stato respinto sia a livello distrettuale che regionale, il ricorso dei Benedettini è arrivato alla Corte Suprema, che la scorsa settimana ha posto la pietra tombale alla questione con voto unanime.

Il reclamo dei Benedettini si è scontrato con il piano del governo di restaurare il palazzo e utilizzarlo a fini pubblici. Il 1° agosto scorso, dopo l’ultima sentenza del giugno 2012, il Consiglio dei Ministri aveva approvato una proposta di restauro del valore di 39,6 milioni di euro. Il palazzo e le sue dependances potrebbero essere di nuovo utilizzabili dopo decenni di abbandono nel giro di quattro anni.

L’Ufficio del Governo slovacco ha fatto sapere mercoledì che «le argomentazioni dell’Ordine di San Benedetto di Komarno relative al castello di Rusovce sono state respinte, e proprietario del palazzo è la Repubblica Slovacca».

Il palazzo e la proprietà fondiaria adiacente erano del principe ungherese Elemer Lonyay, marito della principessa Stephanie del Belgio, vedova del principe ereditario Rodolfo d’Austria-Ungheria. La coppia viveva nel palazzo fino all’inizio del 1945. Lonyay, morto a Budapest nel 1946, ha lasciato la tenuta all’Ordine benedettino, che aveva dato rifugio a lui e sua moglie durante le ultime settimane della seconda guerra mondiale nell’Abbazia di Pannonhalma (in Ungheria). Dal 1950 la proprietà è stata data in uso al collettivo di arte popolare SLUK (Slovenský ľudový umelecký kolektív), conosciuto in Slovacchia e all’estero per la qualità dei suoi spettacoli di danza e musica.

La congregazione benedettina di Pannonhalma, sperando che non tutto sia perduto, potrebbe ora appellarsi a una corte europea.

(La Redazione, Fonte Tasr)

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