Sole 24 Ore: la Slovacchia a Milano a caccia di PMI

In un articolo odierno il quotidiano di Confindustria Il Sole 24 Ore scrive di Slovacchia, riferendosi alla visita del Ministro dell’Economia Tomas Malatinsky la scorsa settimana nella capitale della finanza italiana. Il giornale spiega dell’aumento dell’imposizione fiscale a carico delle imprese (dal 19 al 23% sugli utili) deciso recentemente dal governo slovacco per riportare il deficit sotto al 3% del PIL, mossa che Malatinsky – ex capo della Confindustria slovacca – giustifica dicendo che anche Monti ha aumentato la pressione fiscale, ma certo non intende danneggiare le imprese italiane.

La missione di Malatinsky era rivolta alla caccia di potenziali nuovi investitori, e intendeva rassicurarli sul fatto che la Slovacchia rimane comunque un paese dal sistema fiscale vantaggioso per le imprese straniere. Un costo del lavoro ridotto, la posizione geografico-logistica favorevole al centro dell’Europa e la presenza di una solida industria automobilistica sono gli asset che Malatinsky espone alle aziende per convincerle ad investire, scrive Il Sole, ricordando che il Paese danubiano ha la maggiore produzione pro-capite al mondo di vetture (quasi 800mila quelle uscite lo scorso anno dalle linee di produzione slovacche). E non ci sono solo le grandi imprese, ma anche un vasto indotto che produce «innovazione, nuove tecnologie e ovviamente posti di lavoro».

Il quotidiano cita alcuni casi concreti di società italiane che hanno trovato nella Slovacchia le giuste condizioni per un business profittevole, come quello della Brovedani, azienda friulana di componentistica presente in Slovacchia dal 2005 con un impianto da 350 addetti e 30 milioni di ricavi. L’ad Sergio Barel dice al giornale che «ci troviamo bene e abbiamo piani di raddoppio dello stabilimento nel giro di tre anni. L’inasprimento fiscale non è gradito ma prima o poi doveva capitare. Lì però ci sono molti vantaggi, procedure snelle, regole chiare, accesso veloce ai fondi europei, costi dell’energia inferiori di almeno un terzo. E poi i clienti, che spesso sono a due ore di distanza. Ormai il sud della Polonia e la Slovacchia sono la Detroit d’Europa».

In vista per il ministro slovacco anche una possibile partnership con la Fiera di Milano, il cui ad Pazzali ha detto di essere pronto ad «avviare uno scouting con l’obiettivo di investire in rassegne locali per portare in vetrina il sistema italiano e allo stesso tempo dare la possibilità alle aziende slovacche di venire qui». Malatinsky ha garantito agli investitori italiani l’intenzione di combattere in maniera dura uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo dell’economia, la corruzione (la Slovacchia è 66esima nelle classifiche di Transparency International), in particolare nel campo degli appalti pubblici. Il ministro non ha però mancato di ricordare che la corruzione non è un problema solo in Slovacchia. E con un sorriso ironico ha chiesto a politici, imprenditori e potenziali investitori presenti, ben consci dell’enorme macigno rappresentato dagli scandali della politica lombarda «qui da voi come va?»…

(Fonte Il Sole 24 Ore)

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