Parlamento, nuovi emendamenti sulle richieste danni allo Stato, con molti dubbi

Il Parlamento ha approvato mercoledì un emendamento che potrebbe facilitare chi chiede il risarcimento di danni provocati dallo Stato e dai suoi funzionari, troviamo scritto in un articolo del quotidiano Pravda di ieri. Secondo il nuovo emendamento alla legge sulla responsabilità per danni causati dalle autorità pubbliche, la gente potrà chiedere un risarcimento da ogni organo statale, che a sua volta avrà la possibilità di rivendicare il denaro dai singoli dipendenti che saranno ritenuti responsabili. L’opposizione e alcune Ong hanno criticato la nuova legislazione per quella che definiscono una formulazione poco chiara. L’associazione Via Iuris contesta in particolare l’affermazione contenuta nella modifica che lo Stato non sarà tenuto a risarcire i danni «se questi non sono stati causati da una decisione deliberata che non è chiaramente supportata dall’ordinamento giuridico».

In questo momento il Parlamento si trova ad affrontare sette richieste di risarcimento per un totale di 712 milioni di euro, la cui parte del leone riguarda la normativa che vieta agli assicuratori sanitari privati di mantenere i loro profitti, legge introdotta dal partito Smer-SD nel suo precedente mandato di governo.

Al tempo stesso, i deputati del partito dominante Smer-SD hanno  spinto per passare un emendamento che rende in realtà più difficile chiedere il rimborso per gli errori da parte dello Stato. Dal dicembre 2012 i cittadini potranno rivendicare danni solo se usano quelli che nella legge sono stati in maniera un po’ vaga definiti «strumenti efficaci per il risarcimento», come ha scritto ieri il quotidiano Sme. Inoltre, i cosiddetti danni morali non potranno eccedere i 16.000 euro. Il Ministro della Giustizia Tomas Borec, che ha presentato la revisione, sostiene, scrive Sme, che si sono voluti evitare i casi di cittadini che intenzionalmente non segnalano un errore per trarne profitto in seguito. Il portavoce del ministero Pavol Kubik ha detto che l’intenzione è di costringere i cittadini a non rimanere passivi e di presentare denuncia presso gli uffici competenti riportando l’errore e quindi prevenire ulteriori danni. Sempre Via Iuris sostiene che la modifica non prevede un rimborso sufficiente, ed è «in contrasto con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo».

Una proposta per introdurre una disposizione relativa a responsabilità materiale per i funzionari pubblici, proveniente dal deputato Martin Chren di SaS, da contestualizzarsi nella gestione delle risorse pubbliche, è stata respinta da Smer malgrado una legislazione simile pare sia in vigore nella vicina Austria. Nelle intenzioni di Chren, la legge avrebbe incoraggiato i funzionari statali ad essere più attenti quando spendono il denaro pubblico.

(Red, Fonte Sme, Tasr)

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