Furti nei negozi: i dipendenti slovacchi hanno il primato nella UE

I dipendenti del settore vendita al dettaglio in Slovacchia starebbero migliorando nel rubare i propri datori di lavoro, secondo un sondaggio effettuato da Euler Hermes e l’associazione polacca Pracodawcy RP pubblicata da Hospodarske Noviny ieri. L’indagine indica che soltanto il personale dei negozi russi fa razzia più degli slovacchi negli esercizi in cui lavorano. Questo vuol dire, conclude il quotidiano finanziario HN,  che gli slovacchi hanno le “dita più leggere” nell’UE.

I responsabili dei punti vendita hanno confermato il trend e il primato poco entusiasmante. Secondo i calcoli del giornale il valore dei beni rubati può arrivare a una cifra globale di 64 milioni di euro all’anno in tutto il Paese. «Questa inclinazione è nata in epoca socialista, come una sorta di accordo sociale non scritto», spiega il rapporto. L’”accordo” stabiliva che «rubare a un datore di lavoro non era in realtà un furto». Non esistendo la proprietà privata, le attività economiche appartenevano allo Stato e lo Stato è composto dai cittadini, dunque si trattava di “prelevare” da quella che era considerata proprietà collettiva.

I furti compiuti dai dipendenti erano al 36,3% di tutti i furti nei locali di vendita al dettaglio in Slovacchia nel 2010, il che portava il Paese al terzo posto in Europa dopo Russia e Gran Bretagna. Nel 2011, però, la Slovacchia ha scavalcato Albione arrivando al secondo posto con il 36,5%, a soli 0,2 punti percentuali dalla Russia.

(Fonte HN)

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