A centinaia protestano contro le persone incivili per una “vita dignitosa e sicura”

Decine di persone (l’agenzia Tasr dice circa 500) si sono radunate e hanno marciato sabato nella manifestazione  denominata “Insieme per una vita decente e sicura” a Bratislava. L’iniziativa era guidata da Oskar Dobrovodsky, persona nota agli slovacchi per una relazione particolarmente conflittuale con i vicini rom della sua casa vicino a Malacky (regione di Bratislava), che è stata seguita dai media in particolare nelle scorse settimane. «Abbiamo fatto appello per la creazione di una entità che protegga le persone che hanno come vicini di casa degli individui antisociali. Vogliamo salvaguardare gli interessi delle persone che sono umiliate e tormentate» [da tali vicini], ha detto Dobrovodsky, riferendosi al fatto che la marcia ha portato alla sede di una associazione nazionale slovacca a difesa degli emarginati chiamata “Človek v ohrození” (Persone in pericolo).

La marcia pacifica ha preso avvio dalla stazione ferroviaria Hlavna stanica a Bratislava sabato pomeriggio sotto stretta sorveglianza da parte di polizia di Stato e municipale, si è poi diretta al Castello di Bratislava e al vicino Parlamento prima di essere fermata dalle unità di polizia vicino alla statua di Svatopluk, davanti all’ingresso principale del castello.

Alla manifestazione hanno partecipato anche sostenitori dell’organizzazione nazionalista Slovenska Pospolitost (Comunanza slovacca), ma l’organizzatore Dobrovodsky e il suo collega Marian Misun (uno stretto collaboratore dell’estremista di destra – e capo di Slovenska Pospolitost – Marián Kotleba, che attualmente serve come agente di polizia locale a Púchov) hanno sottolineato di non essere estremisti e di essere ben lontani da «qualsiasi forma di razzismo ingiustificato». «Il nostro unico obiettivo è quello di assicurare che le persone oneste in Slovacchia siano protette», ha detto Misun.

Un raduno di attivisti dei diritti umani, guidato dall’europarlamentare slovacca Monika Flasikova-Benova, insieme al marito Fedor Flasik, era stato organizzato per disturbare l’opera di protesta di Dobrovodsky. Non sono stati registrati scontri tra i due gruppi di attivisti.

I guai di Dobrovodsky con i vicini a Malacky sono stati ampiamente coperti dai media locali, e vi sono stati coinvolti anhe la polizia e le autorità della cittadina, come pure l’Ufficio del governo con la delega per i rom. Le autorità hanno offerto a Dobrovodsky una sola soluzione – traslocare. Dobrovodsky si era rifiutato di farlo per anni, ma recentemente ha deciso che era ora di farla finita e si è trasferito.

Si fa un gran parlare di rom, di emarginazione e discriminazione, anche in Italia e in altri paesi d’Europa. In Slovacchia c’è addirittura un ufficio apposta con delega del governo per trattare le tematiche relative alla comunità (o forse sarebbe meglio dire alle tante e diverse comunità) rom, che secondo certe stime arrivano ad almeno il 10% della popolazione totale del Paese. Sicuramente non è una bella cosa generalizzare, ma il buonismo che porta a pensare che la colpa della situazione dei rom è dell’emarginazione in cui sono tenuti non ha troppo appigli in alcuni casi concreti e di per sé non aiuta molto…. Ho da qualche tempo nel cassetto un link a un video girato da quel Dobrovodsky che se ne è finalmente andato da casa sua vicino a Malacky perché esausto dei giornalieri soprusi subiti dai suoi rumorosi, largamente incivili, villani e sporcaccioni vicini di casa. Non conosco il signor Dobrovodsky, e sicuramente non sono sospettabile di simpatie per idee estreme, ma vedere le immagini del video non fa bene, non fa affatto bene a quella cultura sociale della quale siamo pervasi nelle nostre democratiche convinzioni paneuropee e di civiltà. Proponiamo il video qui sotto come un esempio di “razzismo al contrario”, dove a essere discriminato, anche da forze dell’ordine e autorità, è il cittadino “bianco” e civilizzato. Ripeto, nessuna simpatia strana per tendenze estreme, anzi il contrario, ma semplicemente l’amara constatazione di una distanza culturale enorme che rende impossibile la convivenza. I testi dei vari episodi del video, come i commenti audio, sono in slovacco, ma non c’è bisogno di capirli per comprendere i fatti…

(La Redazione)

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