Conferenza episcopale: Human Body Exhibition è degradante e andrebbe chiusa

Secondo il professor Jozef Glasa, membro della Sottocommissione teologica del Comitato per la bio-etica, organo consultivo della Conferenza dei Vescovi Slovacca (​​KBS), la mostra Human Body Exhibition che è ora aperta al pubblico alla fiera di Bratislava vìola i princìpi etici fondamentali e i valori democratici. La mostra, motiva la sua opinione Glasa, «ostenta cadaveri eviscerati in varie posture e posizioni, nelle quali sono stati fissati con il processo di plastinazione», un procedimento che porta l’imbalsamazione all’estremo, solidificando i corpi con la sostituzione dei liquidi con polimeri di silicone. I corpi umani, né morti né vivi, possono essere “usati” a scopo di lucro grazie all’Accordo internazionale del 1997 sui diritti dell’uomo e la biomedicina, ratificato dalla Repubblica Slovacca e fondamentale anche della Costituzione slovacca o della Carta dei diritti fondamentali dei cittadini dell’Unione Europea», ha detto il professor Glasa ieri.

Il corpo umano, ha detto, non dovrebbe mai essere mutilato, degradato e mostrato in pubblico nudo o anche spellato. Glasa non accetta le motivazioni della mostra per scopi didattici. Qui non si tratta nemmeno di scienza, ha tuonato, è semplicemente un «volgare reality show fatto coi cadaveri». «Nemmeno un ‘consenso’ preventivo può autorizzare a gestire un corpo morto in tale modo degradante».

Pur se in netto ritardo sui tempi, dato che la mostra è stata aperta a fine agosto, la Chiesa slovacca spera di attirare il consenso di figure di spicco del mondo accademico, culturale e religioso su questa posizione, e chiede che la mostra sia interrotta.

(Fonte Slovensky Rohzlas)

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