Un ragazzo italiano di cui andare orgogliosi (da La Stampa)

Riprendiamo dall’edizione odierna de La Stampa una “lettera al direttore” che lascia l’amaro in bocca. Ancora una volta viene sottolineato come l’Italia sia a volte piuttosto matrigna dei propri figli che non quella “mater amorosa” che tutti ci aspetteremmo, e questo vale ancor di più per quei figli più attrezzati per affrontare le sfide dell’innovazione e della ricerca – che, ricordiamo, sono necessarie per un avanzamento globale dell’economia mondiale e con essa della prosperità individuale – le quali purtroppo nel nostro Paese non sono considerate quanto negli altri paesi che spesso ci superano e attirano i nostri cervelli con condizioni e dotazioni inimmaginabili ai nostri ricercatori. La lettura della lettera, e della risposta del direttore Calabresi, è desolante, e non ci basta la consolazione che se non in Patria, per lo meno chi ha talento ha qualche possibilità di successo all’estero.

Gentile Direttore, ho un figlio del quale sono piuttosto fiera, si è laureato con lode lo scorso anno, ha pubblicato due articoli su due prestigiose riviste, ora sta facendo il dottorato al Poli- tecnico di Eindhoven dal quale è stato chiamato appena laureato proprio grazie alle sue pubblicazioni. Si trova benone, clima a parte, ha trovato serietà, disponibilità, interesse, cultura, finanziamenti, collaborazioni importanti, insomma, tutto il meglio che un ricercatore può sognare.

Ebbene, Francesco, questo il suo nome, nel 2009 ha conseguito una borsa di studio da un ente privato, una fondazione nata per onorare la morte di un giovane ingegnere e dedicata, appunto, agli studenti di quella facoltà. Francesco l’ha vinta, per merito, e ha incassato 2800 euro lordi, sui quali è stata trattenuta a monte l’Irpef. Quindi ne ha presi netti circa 2400. Per lui sono stati una piccola manna, ha comprato subito un computer più nuovo e potente del suo per studiare e lavorare meglio.

Oggi arriva una lettera dell’Agenzia entrate del territorio nella quale ci spiegano che, dopo un accurato controllo sulla dichiarazione dei redditi 2009 del capofamiglia, (23.021.000 euro lordi!!! Con due figli all’università e nessun diritto a mense, casa dello studente, abbonamento trasporti) risulta loro che Francesco ha percepito quella benedetta borsa di studio e, avendo superato il reddito lordo previsto per la detrazione di figli a carico che è di 2100 euro annui lordi, abbiamo frodato il fisco, poiché, con quel reddito, per il figlio non si ha diritto alla detrazione fiscale. Dunque, oltre ad aver già pagato l’irpef a monte, ci vediamo arrivare la richiesta di pagare al fisco altri 490 euro a titolo di imposta non calcolata nel 2009 da versare…

Francesco ha dunque percepito in realtà 1900,00 euro coi quali, a sentire la normativa fiscale e a vedere la puntualità dei controlli, per l’anno 2009 non avrebbe più dovuto pesare sulle detrazioni di suo padre (dico detrazione e non assegni famigliari o altri benefici) e dunque campare, da solo, con 158,33 euro al mese.

Questo è quanto. Noi, come famiglia, non abbiamo mai frodato nessuno, sempre pagato tasse universitarie proporzionali ai redditi, mai avuto facilitazioni nonostante fossero due i figli a studiare, a spostarsi su treni anteguerra, a studiare in atenei fatiscenti, a lavorare in laboratori minimi senza dotazioni scientifiche, a non aver nessuna guida di avviamento al lavoro o di collegamento col mondo extrauniversitario; e questo è quello che questo Stato, questi controlli ci chiedono oggi, in preda a una furia di denaro che fa paura e che si accanisce con denti insanguinati come belva su di uno studente meritevole, capace, serio che si sta facendo una posizione in Olanda. A volte mi arrabbio quando mi dice… mamma, qui non esiste Guardia di finanza o Equitalia, qui la gente paga le tasse e i comuni aiutano i cittadini a compilare le dichiarazioni. Ci sono forti esoneri e forti incentivi a comprare casa per i giovani, trasporti quasi gratis, biciclette in dotazione all’università, case in affitto al campus a prezzi ragionevoli, e soprattutto, molto welfare e molta democrazia. Piangerò e mi mancherà, ma non posso fare altro che dirgli… resta dove sei, dopo la ricerca, se vorrai, cercati un lavoro lassù, e se piove un po’ di più, pazienza. Il sole c’è nella democrazia e nella serietà che vedi attorno a te. Spero che non abbia sentito nulla di Fiorito, Lusi e tutti gli altri, altrimenti, a casa, non torna neppure a Natale.

Anna C.

La sua lettera riempie di amarezza, la storia che racconta appare assurda e iniqua. Sappiamo però che questi meccanismi ottusi sono anche figli di un Paese che ha un tasso di evasione fiscale record. Altrove non hanno Equitalia ma più semplicemente ampie prigioni in cui accolgono chi non paga le tasse (ogni volta che un italiano lo scopre resta incredulo) e gli evasori totali sono una specie che non esiste.

L’unica consolazione, perché a me non sembra un ripiego e meno che mai una sconfitta ma piuttosto un giusto riconoscimento, è il fatto che abbia trovato posto e finanziamenti per un dottorato in Olanda. È un figlio e un ragazzo italiano di cui andare orgogliosi.

Mario Calabresi

(foto illustrativa di enricarchivell @ flickr)

(tratto da La Stampa)

1 comment to Un ragazzo italiano di cui andare orgogliosi (da La Stampa)

  • ANCILURIS

    Caro dott. Calabresi mi permetto di risponderle con amarezza a questa sua risposta perché è vero che negli altri paesi si pagano le tasse e non si evade, ma le tasse pagate sono sempre state utilizzate per dare servizi e per far crescere i cittadini rendendo meno oneroso il costo della vita e dell’istruzione dei propri figli. Oggi una famiglia con un reddito medio basso fa sacrifici molto pesanti per permettere ai propri figli meritevoli di continuare gli studi e raggiungere i propri obbiettivi e questo senza alcun aiuto dallo stato. Le tasse siamo pronti tutti a pagarle e anche con il sorriso sulle labbra ma che siano tasse eque e i soldi non vadano solo ad arricchire quelle voci della politica e dello stato di cui tutti ci vergognamo. L’Italia che lavora e che fa sacrifici è pronta a pagare le tasse ma non vuole vedere che i propri sacrifici vengono sperperati in viaggi cene spese folli da chi ci governa , perché nei paesi dove esistono le prigioni per gli evasori esistono anche le carceri per i politici corrotti indegni di amministrare e per i ladri …..

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