A Bratislava contro i tagli al bilancio UE i 15 paesi uniti negli Amici della coesione

Gli alti rappresentanti di quindici paesi dell’Unione Europea (UE), insieme alla Croazia che sarà parte dell’EU il prossimo anno, hanno preso parte all’incontro degli “Amici della coesione” che si è tenuto a Bratislava venerdì 5 ottobre. I quindici hanno adottato una dichiarazione comune sul bilancio UE per il settennato 2014-2020, che appellandosi al momento di crisi spiega come l’UE ha bisogno più che mai di mobilitare tutti gli strumenti disponibili per sostenere la crescita economica e la creazione di posti di lavoro. Non ci sono spazi, dicono i quindici paesi riuniti nel gruppo informale, per ulteriori tagli alla politica di coesione oltre a ciò che la Commissione Europea già propone, e i fondi dovrebbero essere indirizzati principalmente alle regioni e ai paesi meno sviluppati. La dichiarazione chiede che i negoziati sul bilancio siano conclusi entro la fine dell’anno, altrimenti sarebbe a rischio il ​​disegno dei fondi dell’Unione Europea dal 1° gennaio 2014.

Per il Primo Ministro slovacco Robert Fico (Smer-SD), che ha ospitato i colleghi, l’evento – tra i più brevi a cui lui abbia mai partecipato nell’UE, ha detto – è stato chiaramente «un grande successo», con il testo della dichiarazione congiunta del resto già discusso e concordato in anticipo. «Il compito del vertice era solo quello di confermare le nostre posizioni espresse nel documento», ha detto Fico.

Il Presidente dell’Europarlamento Martin Schulz, anche lui a Bratislava insieme al capo della Commissione Europea José Manuel Barroso, ha fatto i complimenti a Robert Fico per l’ottima preparazione del vertice, che ha definito un trionfo, e ha espresso il suo sostegno al documento congiunto. Fico ha ricordato come il governo slovacco sostenga la proposta originaria di bilancio della Commissione Europea, che è stata contestata da alcuni dei paesi più ricchi dell’Unione che hanno chiesto di fare tagli a certi capitoli di spesa, in particolare sulla politica di coesione, che ha lo scopo di limare le differenze tra le diverse regioni d’Europa. Il bilancio originario dell’Unione Europea per i prossimi sette anni prevede spese complessive per 1.033 miliardi di euro, dei quali 339 miliardi sono per la politica di coesione che nel bilancio attuale pesavano per il 4,5% in meno. A contestare la voce sono gli stati membri che sono contribuenti netti al bilancio comune, ovvero Gran Bretagna, Francia, Finlandia, Paesi Bassi, Germania, Austria e Svezia, che stanno cercando di imporre una riduzione dell’importo totale del bilancio UE.

Il gruppo informale degli Amici della coesione è costituito da quindici stati membri: Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna. L’adesione della Croazia all’Unione Europea è prevista il 1° luglio 2013 dopo la ratifica del trattato di adesione da parte di tutti i paesi membri.

(Fonte Sita)

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