Bilancio UE: ne discutono venerdì a Bratislava i 15 paesi del gruppo di coesione

I primi ministri di nove stati membri dell’UE e della Croazia, insieme a ministri e sottosegretari di altri sei paesi, si incontreranno a Bratislava questo venerdì per discutere contro una riduzione del bilancio dell’UE per il prossimo periodo settennale 2014-2020. Il gruppo informale di 15 paesi, chiamato “Amici della coesione”, vedrà anche la partecipazione del Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso e del Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz.

Il Primo Ministro slovacco Robert Fico ha confermato lunedì la presenza alla riunione dei Premier di Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Estonia, Lettonia, Romania, Bulgaria, Slovenia e Croazia. L’intenzione è quella di arrivare a una dichiarazione congiunta che inviti la Commissione UE a mettere in campo tutti gli strumenti utili a sostenere la crescita economica. Fra questi, i fondi europei sono uno strumento essenziale, ha detto Fico che ha ammesso come «negli anni passati fino al 76% di tutti gli investimenti pubblici in Slovacchia sono stati finanziati da fondi dell’Unione Europea».

Sul prossimo bilancio settennale l’UE è divisa tra i paesi che sono contribuenti netti, che chiedono una riduzione del budget, e i paesi che invece i fondi li ricevono, che sostengono che il bilancio proposto dalla CE è ben equilibrato. Secondo Fico, i paesi che sono contribuenti netti sostengono che la riduzione del budget debba essere fatta a scapito della politica di coesione, come ad esempio la mitigazione delle disparità fra le regioni dell’UE. La riunione a Bratislava degli Amici della coesione intende in particolare alzare la voce contro questa indicazione.

Il Primo Ministro slovacco Robert Fico (Smer-SD) pensa che l’Unione Europea dovrebbe più che mai sostenere la crescita economica negli anni a venire, e i paesi invitati a Bratislava ritengono «che il bilancio presentato dalla Commissione non debba essere ridotto», ha detto il Premier, aggiungendo che la Slovacchia è fra questi ultimi. Il suo Paese avrebbe ora la possibilità di ottenere dai fondi europei più risorse di quante mai ricevute fino ad ora. Fico ha osservato che si tratta di una differenza consistente «se si hanno 11 o 13 miliardi di euro» a disposizione.

Fanno parte del gruppo informale 15 stati membri dell’UE: Bulgaria, Cipro, Estonia, Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna. L’adesione della Croazia all’Unione Europea è prevista il 1° luglio 2013 dopo la ratifica del trattato di adesione da parte di tutti i membri UE.

(Fonte Sita)

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