I premier di Slovacchia e Ungheria inaugurano la Casa slovacca a Mlynky con lodi reciproche

Ieri il Primo Ministro slovacco Robert Fico e il suo omologo ungherese Viktor Orban hanno inaugurato ufficialmente la “Casa della Slovacchia” nel villaggio ungherese di Mlynky / Pilisszentkereszt, un centro di incontro e cultura per la minoranza slovacca locale. L’attività del centro si concentrerà in particolare sulla promozione della coscienza nazionale e l’identità etnica e culturale degli slovacchi che vivono in Ungheria. Dopo diversi anni di controversie, i rappresentanti dei due paesi hanno firmato un accordo definitivo sul finanziamento del centro nel mese di luglio per una somma totale di circa 900.000 euro.

Nell’occasione, Fico ha elogiato l’importanza dell’atto per gli slovacchi che vivono in Ungheria «come prova del fatto che ogni volta che c’è buona volontà e impegno da entrambe le parti siamo in grado di risolvere questioni delicate e spinose». Gli slovacchi che vivono in Ungheria, ha sottolineato, «parte inseparabile della nostra identità nazionale», meritano maggiore attenzione da parte del governo slovacco.

D’altro canto, il discorso del Primo Ministro ungherese Orban è stato pieno di complimenti per la Slovacchia. Quel Paese che era dietro l’Ungheria, in termini economici, soli 10 anni fa, ora l’ha superata, ha detto. «Se dovessi individuare quale Paese e quale Premier sono i migliori nella loro lotta contro la crisi, dovrei mettere la Slovacchia e Robert Fico al primo posto», ha detto Orban, insolitamente zuccheroso verso il Paese confinante.

Vi sono questioni in sospeso e una divergenza di vedute tra l’Ungheria e la Slovacchia, ha detto, ma i comuni successi economici forniscono una buona base per la risoluzione di una serie di problemi complessi che entrambi i paesi condividono.

La frazione di Mlynky (2.300 anime il 55% delle quali di etnia slovacca) ebbe fama internazionale nel 2008, quando il suo sindaco Jozsef Lendvai con una proposta controversa chiese che tutte le associazioni e le organizzazioni della minoranza slovacca lascino l’edificio della Casa slovacca sito nel comune per fare spazio a uffici comunali. Il difensore civico ungherese Erno Kallai dichiarò illecita la decisione di sfratto, ma il Consiglio comunale del villaggio di Mlynky confermò definitivamente la decisione. Nello stesso anno, l’Ungheria e la Slovacchia decisero di costruire una nuova casa, alla cui erezione avrebbero contribuito insieme in modo paritario. Alla fine, la Slovacchia destinò 492.000 euro al progetto, mentre gli ungheresi hanno contribuito con circa 126 milioni di fiorini, somma che al cambio attuale rappresenta circa 440.000 euro. In base a recenti accordi, il governo ungherese fornirà circa 14.000 euro annuali per un periodo di tre anni così da compensare la differenza. L’edificio è stato completato in agosto.

(La Redazione, Fonte Tasr)

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