Elezioni presidenziali: Fico potrebbe vincere il primo turno, ma è incerto il risultato finale

Le elezioni presidenziali, che si terranno nella primavera del 2014, si potrebbero trasformare in una dura battaglia secondo l’ultimo sondaggio dell’agenzia Focus. Se da un lato gli elettori si sono schierati chiaramente a favore dell’attuale Premier Robert Fico al primo turno, le prospettive nel secondo turno per Fico non sarebbero così rosee.

Nel sondaggio, nel quale sono state intervistate 1.052 persone, i cittadini sono sembrati voler sostenere per lo più i politici che hanno finora negato le loro ambizioni per la poltrona presidenziale. Fico non ha ancora confermato una sua eventuale candidatura, e il suo predecessore e potenziale avversario Iveta Radicova ha addirittura respinto l’ipotesi dopo il suo ritiro dalla politica attiva nella primavera di quest’anno.

Se le elezioni si tenessero oggi, anziché tra un anno e mezzo, Fico avrebbe vinto al primo turno con il 20%, seguito dalla Radicova (13%) e dal fondatore dell’organizzazione caritatevole Dobry Anjel, Andrej Kiska (9%). Dietro a questo, arrivano Pavol Hrusovky (KDH – 5%) e Jan Carnogusky (3%).

Secondo un’altra indagine di eCall Slovakia fatta per la televisione TA3, se Fico si candida alla presidenza, otterrebbe più del 34% dei voti. Alle sue spalle sarebbe finito il suo vice Robert Kalinak (22%), con la Radicova al 21%.

Non pochi analisti citano la possibile candidatura di Robert Fico alla presidenza come un problema per l’assetto interno di Smer-SD. La leadership passerebbe a Robert Kalinak, oggi vice presidente e Ministro degli Interni, che non tutti apprezzano all’interno del movimento socialdemocratico. E commentatori sentiti da noi confermato che se Fico si candida a Presidente della Repubblica, rinunciando così alla poltrona di Primo Ministro anzitempo, il suo partito registrerebbe un crollo immediato di preferenze. Ci è stato detto che dall’oltre 40 per cento di sostegno elettorale ottenuto anche alle elezioni di marzo, Smer passerebbe forse a un 6 per cento nel giro di pochi giorni. Smer è credibile perché c’è Fico al comando, ci hanno detto. Una possibilità non così fantascientifica, considerando la lotta di potere in atto nei gangli di Smer alle spalle del leader e il sostegno oggi dato al partito dai forti gruppi finanziari che secondo alcuni ne influenzano fortemente l’indirizzo.

Per il momento, l’unico politico che si è pubblicamente autocandidato a Presidente è stato l’ex fondatore del Movimento Cristiano-Democratico (KDH) Jan Carnogursky, oggi messo ai bordi del partito. Lui stesso ha dichiarato la scorsa settimana sul suo blog che non sarà candidato per KDH, dopo un incontro con l’attuale dirigenza del partito. Suo interesse, nella eventuale campagna presidenziale, sarà un ricompattamento della destra per una cooperazione fattiva tra governo e opposizione a vantaggio dell’interesse di tutto il Paese.

Per quanto riguarda KDH, intanto, tornano a girare voci sul nome dell’ex leader del partito e del Parlamento slovacco Pavol Hrusovsky. Tra tutti i politici del centro-destra, Hrusovsky sarebbe il più vicino alla candidatura per il posto presidenziale, ma sarebbe ostacolato da controversie all’interno di SDKU-DS. I due partiti, insieme a Most-Hid vorrebbero annunciare insieme il prossimo 17 novembre una politica comune per le elezioni presidenziali. Se per quella data simbolica (la caduta del muro) non raggiungono un accordo, allora ognuno di loro potrà proseguire per una propria strada. Hrusovsky è l’unico politico tra i tre partiti che finora ha pubblicamente ammesso l’interesse per la presidenza.

(Nella foto: Palazzo Grassalkovic, sede della Presidenza della Repubblica Slovacca)

(La Redazione)

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