Cina stringe maglie cooperazione con la Slovacchia quale porta dell’Europa

Cina e Slovacchia hanno rapporti storicamente cordiali, fatto che si riflette nella cooperazione reciproca a livello politico ma anche economico, ha detto la scorsa settimana l’ambasciatore cinese in Slovacchia, Gu Ziping nel corso di un incontro presso la Camera di Commercio e Industria Slovacca (SOPK). Con la sua posizione nel cuore dell’Europa, la Slovacchia, membro dell’Unione Europea, «gode di una stabile situazione politica ed economica, e la Cina e la Slovacchia hanno bisogno l’uno dell’altro e hanno molto da condividere in termini di esperienza». Il Paese danubiano, ha ricordato l’ambasciatore, rappresenta un cancello di ingresso per le aziende cinesi che entrano nel mercato europeo.

Nell’incontro, il capo della Camera slovacca  Peter Mihok e il vice-presidente del Consiglio cinese per la promozione del commercio internazionale (CCPIT), Yu Ping, hanno firmato un addendum all’accordo del 1994 sulla cooperazione tra le due istituzioni che apre la strada a una più intensa collaborazione economica. Il documento, secondo quanto ha annunciato l’addetto stampa di SOPK, prevede la costituzione di un Consiglio per il commercio congiunto cino-slovacco e stabilisce i prerequisiti per un ulteriore sviluppo delle relazioni economiche bilaterali all’interno del piano cinese di rafforzamento della cooperazione con 16 paesi dell’Europa centrale e orientale approvato al vertice di Varsavia nel mese di aprile. Il Consiglio riunirà figure significative di imprese e organizzazioni industriali e commerciali di entrambi i paesi per il sostegno e la promozione di attività commerciali e di investimento, servizi e trasferimenti di tecnologia.

La bilancia commerciale bilaterale tra Slovacchia e Cina ha raggiunto nel primo semestre di quest’anno i 2,47 miliardi di euro, con un aumento delle esportazioni slovacche verso la Cina del 38,3%. Slovacchia e Cina «dovrebbero sfruttare le buone opportunità che sono reciprocamente vantaggiose della cooperazione tra Cina e UE, ed estenderla pragmaticamente in modo da massimizzare il profitto comune», ha rimarcato Gu Ziping.

(Fonte Tasr e altre)

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