Partizanske, una marcia di protesta contro gli “asociali” rom

Come era stato annunciato da tempo, sabato sono sfilate in un corteo pacifico di protesta migliaia di slovacchi nella città di Partizanske (regione di Trencin, 23mila abitanti) per il loro malcontento verso quelli che loro definiscono “cittadini non adattabili”. La manifestazione chiamata “marcia per i diritti delle persone oneste” era in gran parte diretta contro la locale popolazione rom, ed era sostenuta dall’intero consiglio comunale e in prima persona dal sindaco, Jozef Bozik.

Mentre la marcia volgeva al termine, scrive il quotidiano Sme oggi, un gruppo di circa 200 neonazisti si è staccato dal corteo e si è diretto verso l’area in cui vivono i “cittadini non adattabili” di etnia rom, e la polizia locale è intervenuta per impedire disordini. Il sindaco Bozik si è detto dispiaciuto di questo risvolto, ma ha sottolineato come la città è stata costretta a una tale protesta per attirare l’attenzione del governo sulla gravità della situazione locale. Secondo fonti della polizia, alla marcia hanno preso parte circa 3.000 persone)

Il comune aveva invitato il Ministro dell’Interno Roberto Kalinak e altri rappresentanti del ministero, che avrebbero potuto partecipare a una sessione del Consiglio comunale e così essere informati in diretta delle ponderose problematiche affrontate quotidianamente dai cittadini di Partizanske nella difficile convivenza con i rom, ma i politici non si sono presentati né hanno addotto alcuna scusa per la mancata presenza.

Il ministro Kalinak ha riferito di non non essere conoscenza di essere stato invitato, ma ha aggiunto che il suo governo intende prendere una posizione forte – più decisa di quanto accaduto finora – per risolvere questioni di questo tipo.

Bozik, eletto da una coalizione di HZDS con partiti di sinistra, ha annunciato che non sono previsti altri raduni o marce e che il suo comune, insieme alle città di Handlova (regione di Trencin) e Ziar nad Hronom (regione di Banska Bystrica) lanceranno sull’argomento una petizione popolare. La petizione comprende quattro richieste: 1) l’introduzione di più severe misure legislative contro la violazione dei diritti costituzionali delle persone oneste perpetrata da individui anti-sociali, 2) il pagamento dei sussidi sociali solo a condizione che il beneficiario si impegni a una certa quantità di lavoro, 3) una riduzione dell’età della responsabilità penale da 14 a 12 anni, e 4) la prosecuzione dei genitori per i crimini dei loro figli minorenni.

Il nuovo delegato del governo per le comunità rom che entra in carica oggi, Peter Pollak (lui stesso un esponente rom), presenterà a breve un piano per migliorare la condizione di vita della minoranza rom, allo stesso tempo risolvere la loro convivenza con i cittadini “bianchi”, anche ponendo più stringenti condizioni per l’accesso ai sussidi sociali e cercando di cambiare alcune delle peggiori abitudini degli zingari che vivono negli insediamenti in Slovacchia.

(La Redazione, Fonte Sme)

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