Lo slovacco Rudolf Fian è la mente dell’adulterazione dell’alcol ceco con metanolo

Nel caso di intossicazione da alcol metilico avvenuto in Repubblica Ceca nei giorni scorsi, dove 26 venti persone sono morte per avvelenamento e altre decine sono dovute essere ricoverate in ospedale, la polizia ceca sospetta anche di uno slovacco tra i possibili responsabili, scrive il quotidiano Sme sulla prima pagina di oggi.

Il 42enne Rudolf Fian, la cui fedina penale risulta immacolata, e che avrebbe vissuto negli ultimi cinque anni a Karvina, città della Moravia-Slesia, anche se risulta ancora iscritto come residente a Malacky (Regione di Bratislava) dove però nessuno sembra conoscerlo, è sospettato di essere la mente del gruppo criminale dietro all‘operazione. Mentre un cittadino ceco di nome Tomas Krepela è accusato di minaccia e aggressione. Entrambi rischiano di passare i prossimi 20 anni in carcere.

I due sospettati non erano mai stati messi in connessione con ambienti malavitosi legati all’adulterazione di alcolici, e secondo un ufficiale di polizia ceco, avrebbero «passato il limite in un settore che andava oltre le loro competenze». Entrambi avrebbero esperienza nella produzione di alcol, ed erano consapevoli del fatto che l’alcol metilico è tossico, scrive Sme. Non era loro intenzione uccidere nessuno, ma sembrerebbe che i due si siano trovati in difficoltà finanziarie. «Fian aveva urgentemente bisogno di soldi, e gli è venuta l’idea di provare», ha detto l’ufficiale di polizia al quotidiano ceco Dnes MF. La miscela che ne è uscita, creata con il metanolo ricavato da liquido lavavetri antigelo aggiunto all’alcol, ha poi provocato una vera ecatombe. Fian sta collaborando con la polizia, che dice essere in uno stato psicologico molto debole, mentre il suo socio Krepela si è rifiutato di rispondere alle domande degli inquirenti.

(Red)

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