Appalti pubblici: Transparency, non serve una legge nuova, ma più controlli

Prima di tutto è necessario rafforzare il controllo sull’applicazione della legge nei confronti del sistema di appalti pubblici, e solo allora lo Stato dovrebbe pensare a cambiamenti nella legge che governa gli appalti pubblici, secondo il capo di Transparency International Slovensko (TIS), Gabriel Sipos, che ha parlato a una conferenza sul risarcimento nei pubblici appalti.

«Se non si aumenta il personale che dovrebbe garantire l’applicazione della legge, non si può andare oltre», ha detto Sipos. L’Ufficio per gli appalti pubblici (UVO), che funge da autorità del sistema degli appalti pubblici, impiega circa 100 persone, che dovrebbero controllare fino a 2.000-3.000 aggiudicazioni di appalti pubblici per una somma totale intorno ai 5 miliardi di euro l’anno, ricorda Sipos. Non c’è bisogno oggi di una nuova legge o di emendamenti significativi alla legge che regola gli acquisti delle istituzioni pubbliche, perché «non è la legge, ma la pratica che non funziona».

Modifiche alla legge potrebbero anche non avere alcun effetto. Sugli oltre 10.000 appalti  che si sono svolti dal 2006 soltanto una persona è stata condannata – e messa in prigione – per manipolazione della gara, ha ammonito Sipos.

Di recente è stata presentata al Parlamento una nuova legislazione sugli appalti pubblici, preparata dal Ministero degli Interni guidato da Robert Kalinak (Smer-SD), che ad oggi ha ricevuto più di 1.200 obiezioni, e non solo da parte di deputati di opposizione e ONG, ma anche da una serie di colleghi ministri del partito Smer, che mettono in dubbio il fatto che la normativa porterà trasparenza nel sistema. Kalinak ha comunque annunciato che non ritirerà la proposta, anche se ha fatto dire di aver intenzione di inserire alcune delle obiezioni nel progetto di legge e ripresentare la proposta al Parlamento per i commenti

(Fonte Tasr)

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