SaS: refendum occasione per i cittadini. I politici: denaro sprecato. Gli analisti: fallirà

Grazie al referendum, ha detto ieri la portavoce di Libertà e Solidarietà (SaS) Tatiana Tothova, i cittadini saranno in grado di prendere posizione su alcune questioni aspramente dibattute nella società. Il Presidente Ivan Gasparovic ieri ha stabilito la data per la consultazione popolare, proposta su iniziativa di SaS, per Sabato 18 Settembre.  I sei quesiti oggetto di referendum sono:

– abolizione del canone radio-televisivo
– riduzione dell’immunità parlamentare
– riduzione del numero dei parlamentari da 150 a 100
– determinazione del costo massimo d’acquisto per le auto blu del Governo
– voto via Internet
-abrogazione del diritto di replica da parte di funzionari pubblici (come dall’attuale Press Act del 2008).

I partner di coalizione di Sas sono però di diverso avviso. Il membro di presidenza e deputato SDKU-DS Stanislav Janis ha descritto il referendum come uno spreco di soldi, ma non ha detto che posizione prenderà il suo partito al riguardo. Most-Hid ha detto che il referendum non è più rilevante una volta che SaS è diventato un partito di Governo e che quattro delle questioni saranno affrontate nel programma del Governo. «Senza contare che in questa situazione finanziaria la data più adatta per la Slovacchia per tenere un referendum sarebbe il giorno delle elezioni comunali di Novembre», secondo la formazione slovacco-ungherese. Ma il partito, dice il suo portavoce, sosterrà e incoraggierà le persone a partecipare al referendum, nonostante le obiezioni.

Anche gli analisti politici sono scettici sul successo di un referendum che assembla una varietà di questioni diverse.  La Slovacchia, nella sua breve storia, ha un record di partecipazione ai referendum molto scarsa, con solo uno dei cinque proposti – sull’entrata del paese nella UE – che ha ottenuto il quorum. Gli altri non hanno scosso l‘apatia del pubblico e non hanno oltrepassato la partecipazione del 50 per cento degli aventi diritto.

Grigorij Meseznikov dell’Istituto per gli Affari Pubblici (IVO) non si aspetta che gli altri tre partiti della coalizione sostengano SaS nella campagna per l’affluenza alle urne, mentre il suo collega Miroslav Kusy dice che l’intero “esercizio” ha poco senso se non per la questione sul tetto al prezzo d’acquisto delle auto blu del Governo. Kusy crede che il referendum sarà un fallimento con scarsa affluenza alle urne perchè «gli elettori ne hanno avuto abbastanza (di referendum)», aggiungendo il fatto che questo ultimo referendum rientra tra le elezioni generali del mese scorso e le elezioni comunali di Novembre, dunque non promette nulla di buono.

(La Redazione)

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