SMK: è ora che venga cancellata la vergogna della colpa collettiva dei decreti Benes

I rappresentanti del partito non parlamentare etnico-ungherese SMK vedono con favore il fatto che la commissione per le petizioni del Parlamento Europeo abbia invitato la Repubblica Slovacca a spiegare la sua dichiarazione del 2007sull’inviolabilità dei decreti di Benes. Come ha detto alla stampa il presidente di SMK, Jozef Berenyi, il partito non ha problemi con i decreti Benes per se stessi, quanto piuttosto con il fatto che sono ancora in vigore in Slovacchia regole basate sul principio di una colpa collettiva. Regole che fanno parte del sistema legislativo del Paese.

«Abbiamo cercato di richiamare l’attenzione della Slovacchia e della Repubblica Ceca sul fatto che i decreti Benes, basati sul principio della colpa collettiva come anche la dichiarazione parlamentare del 2007, sono incompatibili con i diritti umani e politici e le dichiarazioni internazionali relative a diritti e libertà», recita un comunicato diffuso dal Partito della Comunità Ungherese (SMK) [fino a pochi giorni fa Partito della Coalizione Ungherese].

I decreti in oggetto sono una serie di leggi emanate da Edvard Benes, Presidente in esilio della Cecoslovacchia occupata durante la seconda Guerra mondiale. Non potendo ratificarle il Parlamento cecoslovacco, le leggi venivano emendate dal governo cecoslovacco in esilio. I Decreti Benes sono le prime leggi che ratificano l’esproprio dei beni e l’espulsione dei tedeschi dei Sudeti e degli ungheresi di Slovacchia dai territori della Cecoslovacchia.

(Fonte Tasr)

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