Ricerche di alpinista slovacco sul Bianco: ormai è sicuramente morto

Le ricerche dell’alpinista 25enne slovacco Jan Sofranko, disperso dallo scorso mercoledì 12 settembre sul massiccio del Monte Bianco, non hanno a tutt’oggi avuto esito. Le operazioni di soccorso sono state anche rese difficili dalle avverse condizioni meteo nella zona, ed erano state sospese nel fine settimana per le nevicate che avevano cancellato ogni eventuale sua traccia.

Ieri, lunedì, l’elicottero della Guardia di Finanza è tornato ad alzarsi in volo sulla parte meridionale del massiccio, prima del maltempo atteso di nuovo in questi giorni, ma finora le perlustrazioni hanno avuto esito negativo. Sullo zoccolo della parte iniziale del pilone centrale del Freney, dove era rimasto bloccato dal maltempo – come aveva comunicato con il cellulare che poi si sarebbe scaricato – è stata trovata una corda fissa, forse piazzata dal giovane scalatore.

L’ipotesi ritenuta più probabile dai soccorritori è che Sofranko sia scomparso cadendo in un crepaccio della zona o in direzione del bivacco Eccles, dove forse aveva intenzione di fare ritorno. Le guide alpine ritengono molto difficile, ma soprattutto troppo rischioso, avventurarsi in quelle profonde gole di ghiaccio, come ha detto all’Ansa il maresciallo Delfino Viglione, comandante del soccorso alpino della Guardia di Finanza di Entreves (Courmayeur).

Come leggiamo sul sito cas.sk, Sofranko era un amante della montagna ed esperto scalatore, in passato membro della squadra nazionale slovacca di alpinismo. Quando si è trovato nei guai, il 12 settembre, ha telefonato a un amico del club alpino Manin di Povazska Bystrica, dicendo che era davvero finito in grossi problemi durante la salita del Monte Bianco e che avrebbe chiamato i soccorsi. Il tono della sua voce era disperato, avrebbe detto chi ha parlato con lui a cas.sk. Purtroppo l’elicottero di Entreves non ha potuto alzarsi in volo subito per il forte vento che batteva sulla zona. E quando la trentina di soccorritori hanno raggiunto la posizione dalla quale il giovane aveva telefonato non hanno trovato che la corda fissa.

In una intervista Jan Sofranko aveva detto una volta che «l’arrampicata è il senso della mia vita, sono io».

(La Redazione)

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