Parlamento rom: la petizione della gente onesta è contro la comunità rom

Il prossimo 29 settembre si terrà una “marcia per i diritti delle persone oneste” a Partizanske, nella Slovacchia occidentale, come atto pubblico di una omonima petizione lanciata dal sindaco della città, Jozef Bozik, alcuni giorni fa, e subito accolta anche dai sindaci di Handlova, Rudolf Podoba e di Ziar nad Hronom, Ivan Cernaj.

La petizione comprende quattro richieste: 1) l’introduzione di più severe misure legislative contro la violazione dei diritti costituzionali delle persone oneste perpetrata da individui anti-sociali, 2) il pagamento dei sussidi sociali solo a condizione che il beneficiario si impegni a una certa quantità di lavoro, 3) una riduzione dell’età della responsabilità penale da 14 a 12 anni, e 4) la prosecuzione dei genitori per i crimini dei loro figli minorenni.

Secondo il Parlamento rom, movimento a difesa dei diritti della minoranza rom che si è riunito per discutere dell’argomento, la petizione per la gente per bene è chiaramente anti-rom «e intensifica la già agitata crisi di rapporti nella società tra la maggioranza e la minoranza», come dice l’organizzazione in un comunicato stampa. Il Parlamento rom è convinto che chi ha il potere non è in grado di svolgere le sue funzioni e non applica le leggi slovacche. Inoltre, molti dei sindaci hanno usato strumenti dubbi alle elezioni per ottenere anche i voti di “persone non per bene” e ora le ritengono pubblicamente non adattabili a uno stile di vita civile.

L’ufficio delegato del governo per le comunità rom sprona i comuni a cercare soluzioni razionali e a trattare in via preventiva i problemi dei cittadini socialmente non adattabili. I comuni potrebbe almeno in parte limitare le forme estreme di comportamento, ritiene l’ufficio, con un lavoro sistematico sugli abitanti problematici.

(Fonte Tasr, Sita)

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