Gasparovic alla Svizzera: non è corretto applicare le quote contro solo alcuni paesi UE

Il tema più caldo delle relazioni tra Slovacchia e Svizzera è quello delle quote di immigrazione fissate recentemente dalla Confederazione nei confronti dei cittadini di alcuni paesi dell’Europa centro-orientale, tra i quali gli slovacchi. Il Presidente slovacco Ivan Gasparovic, in visita ufficiale a Berna, ha detto alla sua controparte svizzera Eveline Widmer-Schlumpf che rispetta la decisione della Svizzera, ma si aspetta «che ci saranno sicuramente colloqui durante i quali cercheremo di modificare» la situazione. Servirsi delle quote nei confronti delle persone provenienti dalla Slovacchia, ha detto Gasparovic, non è corretto, e la Svizzera non dovrebbe distinguere tra i singoli paesi UE.

La mossa della Svizzera, gli ha risposto la Widmer-Schlumpf, intende prevenire ulteriori problemi con l’immigrazione, nel tentativo di far fronte ai problemi attuali del Paese. «Crediamo che sia una soluzione accettabile per questi paesi», ha detto il presidente svizzero.

Il governo svizzero ha annunciato nell’aprile di quest’anno la reintroduzione dei contingenti per i cittadini di otto stati membri dell’Unione Europea – Slovacchia, Repubblica Ceca, Estonia, Lituania, Lettonia, Ungheria, Polonia e Slovenia. Per i cittadini di questi paesi ogni anno saranno concessi al massimo 2.000 permessi di lavoro. Secondo i dati ufficiali, la Svizzera ha concesso 75.000 permessi di soggiorno per gli stranieri nel 2011, tra i quali 5.000 ai cittadini dei paesi di cui sopra.

Secondo il presidente svizzero, il 22% dei residenti in Svizzera sono di origine straniera, il che equivale a 1,2 milioni di persone. Ci sono circa 6.000 persone di origine slovacca nella nazione alpina.

Anche il Ministro degli Esteri slovacco, Miroslav Lajcak, che accompagna il Presidente Gasparovic, non ha mancato di far sentire la sua protesta nell’incontro con il suo omologo svizzero Didier Eric Buckhalter. «Non possiamo essere d’accordo con la discriminazione nei confronti di cittadini dell’Unione Europea», ha detto Lajcak, «dividendoli in due o più categorie», e questo atteggiamento danneggerà la reputazione della Svizzera di Paese aperto e cordiale.

Lajcak ha però subito cambiato tono quando ha lodato il Meccanismo finanziario svizzero che contribuisce a rimuovere le disparità economiche e sociali tra i cosiddetti vecchi e nuovi stati membri dell’UE. La Slovacchia ha accesso a circa 47 milioni di euro all’interno di questo programma. Lajcak ha espresso la speranza che i contributi continueranno anche in futuro.

(Fonte Tasr)

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