Gas: UE contro Gazprom, via a indagine su politica anticoncorrenziale di Mosca

di Matteo Cazzulani

Il monopolista russo del gas Gazprom rende impossibile la concorrenza, e la condotta della società in Europa è un pericolo per l’interesse comune dell’UE tutta. Nella serata di martedì 4 settembre la Commissione Europea ha aperto ufficialmente un’inchiesta sul comportamento di Gazprom nei mercati dei Paesi dell’Europa centro-orientale. L’iniziativa della Commissione, maturata dopo indagini preliminari operate in Paesi dell’Europa centro-orientale – Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Polonia, Romania e Bulgaria – non ha precedenti: è la prima volta infatti che Bruxelles avvia un simile procedimento nei confronti di un importante operatore accusato di monopolizzare il mercato ed impossibilitare la concorrenza interna all’UE.

Secondo Bruxelles, che ha esaminato i contratti stabiliti tra Gazprom e le singole compagnie energetiche dei paesi dell’Europa centro-orientale, il monopolista russo ha reso impossibile la libera circolazione di gas all’interno dell’Unione. Inoltre, l’ente energetico controllato direttamente dal Cremlino ha contrastato con tutti i mezzi a sua disposizione la realizzazione del piano di diversificazione delle forniture di gas che Bruxelles ha varato per diminuire la dipendenza dall’oro blu di Mosca e sfruttare direttamente i giacimenti del bacino del Caspio.

L’iniziativa – importante dal punto di vista politico, in quanto l’UE ha chiaramente riconosciuto che il comportamento dei russi sul piano energetico è contrario all’interesse generale dell’Unione – resta tuttavia limitata al piano investigativo, poiché durante il corso dell’inchiesta non è prevista alcuna sanzione nei confronti di Gazprom.

Se il monopolista russo sarà riconosciuto colpevole del mancato rispetto dell’articolo 102 dell’Accordo di Funzionamento dell’Unione Europea, esso rischierà una multa pari al 10% del suo fatturato annuale che, secondo gli ultimi dati resi pubblici, ammonta a 150 Milioni di Dollari.

La decisione della Commissione Europea è la naturale conseguenza di una situazione anomala verificatasi sul piano energetico. Per garantire la propria egemonia sul vecchio continente, e dividere l’Europa per impossibilitarne la realizzazione di misure atte a garantire la sicurezza dei 27 paesi UE, la Russia ha concesso sconti agli stati dell’Europa occidentale – Germania, Francia e Italia – in cambio della loro lealtà economica e politica.

Al contrario, nei confronti dei paesi dell’Europa centrale politicamente avversati dai russi – come Polonia, Paesi Baltici, e Romania – Mosca ha mantenuto le tariffe su un livello notevolmente alto, ed ha provveduto al loro isolamento infrastrutturale mediante la costruzione del Nordstream. Questo gasdotto è ubicato sul fondale del Mar Baltico per rifornire la Germania direttamente dalla Russia. Nonostante le proteste dei paesi dell’Europa centrale – che hanno visto nell’accordo russo-tedesco un nuovo Patto Molotov-Ribbentrop contrario all’interesse generale europeo – il Nordstream è stato costruito nell’inizio del 2012 grazie all’appoggio politico ed economico alla Russia di Germania, Francia ed Olanda.

(Articolo di Matteo Cazzulani per legnostorto.com)

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