Cannibale: dopo un anno la polizia non sa se Curko ha davvero mangiato qualcuno

A tutt’oggi, dopo oltre un anno di indagini, la polizia slovacca non è ancora riuscita a dire se Matej Curko, morto dopo essere stato colpito in uno scontro con agenti speciali che lo avevano attirato in trappola nel maggio 2011, era davvero un cannibale o meno. I risultati dell’indagine hanno per il momento solo confermato che l’uomo ha ucciso due donne, Lucia Uchnarova di 21 anni ed Elena Gudjakova, 30 anni.

Il 43enne Curko divenne noto in tutto il mondo dopo che una squadra di agenti sotto copertura lo ha incastrato in una zona boscosa vicino a Kysak, un villaggio nei pressi di Kosice. Gli inquirenti avevano appreso che un uomo stava progettando di uccidere e mangiare un cittadino svizzero con il quale aveva preso contatto sul web e aveva fatto un patto. Quando lo svizzero si è presentato all’incontro, l’operazione di polizia non ha avuto l’esito sperato. Il presunto cannibale, poi rivelatosi essere Curko, ha reagito sparando, e dallo scontro a fuoco sono usciti gravemente feriti lui stesso e un agente di polizia. A causa delle ferite, e nonostante l’operazione chirurgica che gli è stata fatta all’ospedale Pasteur di Kosice, Curko è morto due giorni dopo.

La polizia, nella perquisizione dell’alloggio dell’uomo, ha scoperto che lo svizzero non era l’unica vittima. Grazie ad una unità GPS utilizzata da Curko gli investigatori hanno trovato i resti di due donne, seppellite nei boschi non lontano dall’ultimo appuntamento, straziate e fatte a pezzi e avvolte da teli di plastica trasparente. Sul suo computer sono inoltre state trovate altre cifre simili a coordinate geografiche, ma la polizia non è riuscita a trovare nulla nei luoghi corrispondenti.

Matej Curko era un anonimo e ordinario padre di famiglia, e lavorava come tecnico di computer. Viveva nel piccolo villaggio di Sokol, nell’est della Slovacchia, ed era descritto dai vicini di casa come «uomo tranquillo e discreto». Aveva aperto un indirizzo email (kanibm@volny.cz) che era stato il suo cordone di comunicazione con le sue vittime, pescate tra coloro che avevano in qualche modo espresso la volontà di morire sul web. La prima vittima Lucia Uchnarova, per esempio, aveva pubblicato sul suo profilo Facebook l’intenzione di suicidarsi.

Nelle email scambiate con il testimone svizzero, la polizia aveva trovato riferimenti a vittime precedenti, in particolare ad una ragazza italiana, notizia sulla quale la polizia italiana ha avviato immediatamente indagini, cercando tra le persone scomparse, presumibilmente intorno ai 28 anni. Non si conoscono però i risultati di tale ricerca.

La famiglia di Curko, comunque, insiste ancora a dire che Matej era innocente.

(La Redazione, Fonte Sme)

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