Tratta di esseri umani, secondo gli Usa la Slovacchia deve fare di più

Un recente rapporto del Dipartimento di Stato Usa colloca la Slovacchia tra i paesi che si comportano meglio in materia di lotta contro il traffico di esseri umani, e questo soprattutto perché «si prende cura delle vittime della tratta e le aiuta a reintegrarsi nella società», ha detto Thatcher Scharpf, vice capo della missione degli Stati Uniti in Slovacchia.

Ma il Dipartimento di Stato americano raccomanda comunque alla Slovacchia di aumentare i suoi sforzi per identificare le vittime della tratta in modo più proattivo, concentrandosi sulle potenziali vittime nelle comunità rom emarginate. Questi, dice il rapporto, sono considerati gli obiettivi più probabili del traffico di esseri umani nel Paese. Gli abitanti delle comunità rom isolate, dice il documento, «sono più vulnerabili alla tratta di esseri umani dal momento che sono per lo più disoccupati e non hanno alcuna possibilità di una migliore educazione nelle scuole», cita il quotidiano Sme.

Mentre in passato la Slovacchia era soltanto un paese di transito, oggi è diventata una destinazione per il commercio di persone, e le vittime provengono in particolare da Ucraina, Moldavia, Romania e Bulgaria. Spesso, dichiara il rapporto, finiscono al lavoro forzato. «Il traffico di esseri umani è stato collegato per lo più con [il mercato del sesso], ma oggi sta emergendo prepotentemente fatti di lavoro forzato, e le vittime non sono solo le donne, ma anche gli uomini», ha detto il Ministro dell’Interno slovacco Robert Kalinak all’agenzia Sita.

Secondo Zuzana Vatralova, capo dell’International Organisation for Migration (IOM) di Bratislava, ha detto che le vittime lavorano per lo più nei cantieri edili o fabbriche tessili – per più di 14 ore al giorno e senza retribuzione.

Quest’anno in Slovacchia sono stati scoperti undici casi di tratta di esseri umani fino a questo momento. L’anno scorso la polizia ha registrato 19 casi. Ma la Vatralova presume che in ognuno di questi casi ci potrebbero essere altre vittime non rilevate. Gli slovacchi, poi, cadono vittime di tali abusi anche all’estero, ha detto. «Ogni anno ci sono circa 50 vittime ufficiali, ma si può stimare che potrebbero essere anche 100 o 200 nella realtà».

(Fonti Tasr, Sita, Sme)

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