Radicova: non corro per la presidenza, ma non escludo di tornare in politica

L’ex Primo Ministro Iveta Radicova ha detto ieri in un’intervista a Radio Express che non intende candidarsi alle elezioni presidenza del 2014. «Grazie per la fiducia, ma no, davvero», ha detto la Radicova, aggiungendo che la sua esperienza in politica l’ha segnato per l’alto grado di arroganza, l’astio e le aggressioni a cui ha dovuto far fronte.

La Radicova ha anche lamentato la «mancanza di libertà in politica a causa dei necessari compromessi». E soprattutto, la politica richiede molti sacrifici, ha detto. «Se vuoi impegnarti al massimo in politica, è necessario mettere da parte tutto il resto della tua vita», ha detto la Radicova, che ha però ammesso che, in determinate circostanze, sarebbe pronta a fare i necessari sacrifici, «se ci fosse un po’ di elementare rispetto [della gente] per gli incarichi politici … ». I politici qui «sono trattati come semplici merci», e la gente e i giornalisti con loro «sono decisamente impertinenti», ha aggiunto l’ex Premier.

La Radicova potrebbe essere un vero “cavallo di razza” per il centro-destra nelle elezioni dirette alla presidenza del 2014. Non essendo possibile la ricandidatura di Gasparovic (sostenuto da Smer) dopo due mandati, e con l’incerta entrata in campo dell’attuale Premier Robert Fico (Smer-SD) – che dovrebbe però rinunciare alla Presidenza del Consiglio – Iveta Radicova non avrebbe concorrenti di livello tale da contrastarla, tanto meno tra i partiti della destra.

La Radicova, che alle scorse elezioni presidenziali del 2009 perse soltanto al ballottaggio contro un agguerrito Gasparovic, è stata indicata dai recenti sondaggi come il candidato più gradito al pubblico slovacco. Per il momento, però, vince la sua riluttanza nel buttarsi di nuovo nell’agone politico dopo un mandato da Premier breve (20 mesi) e sofferto, costellato da liti e gelosie nella coalizione di destra. Un’esperienza chiusa anzitempo per un voto di fiducia andato male in Parlamento, quando l’alleato di governo SaS si è rifiutato di approvare il rafforzamento del fondo salva-stati EFSF.

(La Redazione)

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