Vescovi e Centro Bio-etico: matrimonio solo tra uomo e donna

La recente volontà del Ministro degli Esteri Miroslav Lajcak, che presiede il Consiglio del Governo per i Diritti umani, le minoranze, e l’uguaglianza di genere, di creare un comitato per i diritti di lesbiche, omosessuali, bisessuali e transessuali (LGTB) ha fatto sollevare più di un sopracciglio alle autorità religiose del Paese. La Conferenza episcopale della Slovacchia (KBS) ha un’obiezione fondamentale sulla proposta di creazione del comitato, che i vescovi si augurano che il Governo rifiuti, perché «contraddice la sua dichiarazione programmatica di impegno verso la piena applicazione della norma essenziale del diritto di famiglia, che dichiara che il matrimonio è il solo legame tra uomo e donna e deve essere protetto e recare vantaggio alla società», leggiamo sull’agenzia Sir.

Secondo il presidente della Conferenza episcopale mons. Stanislav Zvolensky le richieste avanzate dalla comunità LGTB, come le unioni ufficiali e l’adozione di figli per le coppie omosessuali, «violano la protezione legale dell’istituzione del matrimonio e della famiglia». La creazione di tale comitato «non è necessaria», in quanto l’agenda dei diritti delle persone LGTB è attualmente gestita da un comitato già esistente, il Comitato per la prevenzione e l’eliminazione del razzismo, della xenofobia, dell’antisemitismo e di altre forme di discriminazione.

E fa un appello ai governanti esortandolo a guardare oltre il proprio naso: «ci sono molti altri gruppi di persone che possono essere assai più a rischio di discriminazione, come i bambini non nati o le famiglie con molti figli, che non hanno un comitato speciale a protezione dei loro diritti», conclude la lettera dei vescovi.

La stessa sollecitazione, del resto, in forma ancora più spinta, è stata avanzata dal Centro per la Riforma Bio-etica (CBR), che pure ha chiesto di costituire un comitato costituire a sostegno dei non nati. Jana Tukova, attivista e presidente del centro, ricorda che «le cosiddette persone LGBT hanno gli stessi diritti degli altri, compreso il diritto di sposarsi. Il matrimonio è fondato sulla compatibilità dei sessi maschile e femminile». Il senso e la realizzazione della sessualità umana, ha detto, è un legame di vita comune aperto alla concezione dei figli. «I rapporti sessualmente incompatibili sono un fraintendimento della sessualità umana, che non dovrebbero essere promossi dalla società. E invece ho paura che la commissione voglia fare questo».

Tutto questo, ha detto, «mette in pericolo il diritto di un bambino ad avere una madre e un padre». «Se il Vice Presidente del Consiglio per i diritti umani volesse seguire il progresso scientifico, dovrebbe istituire un Comitato per i figli concepiti, che tenga conto delle nuove tecnologie […] che confermano come l’embrione umano è un soggetto che cresce continuamente […]. Questa minoranza di persone in età embrionale e fetale è soggetta a genocidio e brutale discriminazione per quanto riguarda il diritto alla vita», ha concluso la Tutkova.

(La Redazione)

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