29 agosto 1944: gli slovacchi alzano la testa contro l’invasore tedesco

Domani si celebra il 68esimo anniversario dell’Insurrezione Nazionale Slovacca, uno degli eventi cruciali del secolo scorso in Slovacchia e che, come ha ricordato lo scorso anno il Ministro della Difesa, è – e deve essere – fonte di autostima per gli slovacchi. Varie manifestazioni si terranno in diverse parti del Paese, con il culmine presso il monumento memoriale eretto a Banska Bystrica, città nella quale nacque la rivolta partigiana contro le forze naziste.

Il 29 agosto 1944 il comando militare clandestino slovacco proclamò nella città centrale di Banska Bystrica l’Insurrezione Nazionale contro l’occupante tedesco. All’insurrezione è legato anche il nome Dukla, spesso ricordato nella toponomastica slovacca: si tratta del passo montano strategico al confine con la Polonia, utilizzato dalle truppe sovietiche per tentare un tardivo ingresso in Slovacchia dai Carpazi e che furono fermate per ben due mesi, causando un gran numero di morti da entrambe le parti. Il mancare dello sperato appoggio sovietico fece sì che la rivolta venisse soffocata entro l’ottobre dello stesso anno, senza troppo preoccuparsi da parte dei tedeschi degli “effetti collaterali” come il massacrare donne e bambini.

Circa 60mila soldati e 18mila partigiani slovacchi e di altri paesi presero parte a questo tentativo di lotta di liberazione. Nel maggio del 1945, poi, le truppe dell’Armata Rossa entrarono in Slovacchia, e la liberarono dai tedeschi con il supporto di truppe cecoslovacche e rumene.

(Nella foto: monumento all’SNP, Banska Bystrica)

(Red)

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