Procura generale, cadono le accuse contro l’ex sindaco Durkovsky

Dopo essere stato trattato come un criminale e costretto a dimettersi dal suo partito (KDH), l’ex sindaco della capitale Andrej Durkovsky potrebbe ritornare libero da carichi pendenti e pulito come un bebè. La Procura generale, infatti, ha deciso di far cadere le accuse contro di lui nel caso – definito di presunta cattiva gestione dei beni pubblici – noto al pubblico come caso PKO.

L’Ufficio, alla fine, si è detto d’accordo con la denuncia che ha presentato Durkovsky contro le accuse della polizia di aver violato i suoi doveri nella gestione della proprietà pubblica. Il caso riguardava la demolizione del centro culturale PKO sulla riva sinistra del Danubio a Bratislava. «La Procura generale ha agito in risposta a carenze procedurali effettuate da un ufficio del pubblico ministero di rango inferiore e dal Corpo di Polizia», ​​ha detto Andrea Predajnova dell’ufficio stampa della Procura. La decisione è stata presa il 13 agosto e l’Ufficio dato istruzioni all’investigatore dell’Ufficio per la lotta contro la corruzione per riprendere in mano la questione. Secondo Juraj Kuran, avvocato di Durkovsky, l’ultima decisione definisce che l’ex sindaco non ha violato alcuna legge, e quindi non vi erano motivi per portare accuse contro di lui.

L’edificio  PKO (Park kultúry a oddychu-Parco della cultura e relax) è un complesso di edifici, costruiti tra il 1943 e il 1948 sulla riva del Danubio, utilizzati fino al 2010 per organizzare eventi culturali, concerti, spettacoli ed eventi sociali. Venne chiuso nel 2010 per essere sostituito dal progetto Riverside City finanziato dalla società di sviluppo immobiliare Henbury Development. Il progetto è stato accolto con innumerevoli proteste da parte di attivisti e politici. La polizia ha avviato a inizio 2011 un procedimento penale nei confronti di Durkovsky, che era sospettato di aver firmato il contratto con la Henbury senza che il Consiglio comunale avesse dato il suo assenso all’operazione. Al tempo, Durkovsky era deputato per il Movimento Cristiano-Democratico (KDH), partito dal quale fu costretto a uscire sull’onda dello scandalo mediatico, rimanendo comunque in Parlamento come indipendente.

L’Ufficio per la lotta contro la corruzione ha chiesto due volte alla Procura generale di presentare una richiesta al Parlamento per rimuovere l’immunità parlamentare di Durkovsky e poterlo così incriminare. Nessuna delle due richieste ha avuto esito. Alle elezioni anticipate del marzo di quest’anno, Durkovsky non si è candidato, e dunque ha automaticamente perso la sua immunità parlamentare. Le accuse contro di lui sono state presentate nel mese di aprile 2012.

(Red)

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