Novy Most: dopo 19 anni si tornerà a chiamare Most SNP in onore alla rivolta partigiana

Questa settimana il Novy Most di Bratislava (Ponte Nuovo) – che ha compiuto 40 anni proprio ieri essendo stato inaugurato il 26 agosto 1972 – verrà rinominato con il suo vecchio nome SNP, in onore dell’Insurrezione nazionale slovacca della quale si celebra il 68esimo anniversario mercoledì 29 agosto. La ridenominazione, approvata dal Consiglio comunale della capitale nel mese di marzo di quest’anno, si terrà domani 28 agosto, con un programma ufficiale  che si terrà in gran parte su Rybne Namestie, che prevede una serie di sorprese, come ha annunciato Lubomir Andrassy, portavoce del Sindaco di Bratislava, incluso un air show.

A partire dalle 15:00 ci sarà un raduno su Namestie SNP, presso il monumento memoriale ai partigiani che hanno combattuto nell’Insurrezione nazionale del 1944, con la posa di corone di fiori. Sempre dalla stessa ora, su Rybne Namestie, ai piedi del ponte, si potrà ammirare una mostra di tecniche storiche di combattimento militare e alle 17:00 un programma culturale, mentre la ridenominazione simbolica del ponte avverrà alle 17:45. E uno spettacolo aereo darà il suo sigillo di drammaticità alla cerimonia. A causa della manifestazione, il traffico sul ponte sarà chiuso tra le 17:00 e le 18:00.

La costruzione del ponte è risultata una della operazioni che più hanno modificato l’aspetto del centro storico della capitale nell’ultimo secolo. Se dal punto di vista della circolazione il ponte si è dimostrato decisamente all’altezza del suo compito snellendo in modo consistente il traffico automobilistico tra Stare Mesto e il resto della città con il quartiere di Petrzalka (il più popoloso sobborgo della capitale), non si può d’altra parte dimenticare che la costruzione della strada a quattro corsie a scorrimento largo a ridosso degli antichi bastioni della città vecchia ha comportato la demolizione di parte del quartiere Vydrica sulla riva sinistra del Danubio, inclusa una buona porzione del ghetto ebraico con la sua più antica sinagoga, in stile moresco (la cui forma è ripresa nell’installazione temporanea su Rybne Namestie che durerà tutta l’estate), e ha sfiorato di pochi metri l’abside della cattedrale cattolica di San Martino, uno dei simboli di Bratislava, sede per secoli delle incoronazioni dei regnanti d’Ungheria.

Il ponte, di per sé, è un’opera di grande contenuto stilistico e tecnologico. Progettato come ponte strallato e asimmetrico, con cavi d’acciaio che sostengono il piano stradale da un solo pilone sulla riva destra del Danubio, ha una struttura in acciaio di oltre 7.500 tonnellate e 430 metri di lunghezza per 21 metri di lunghezza. Nel piano inferiore al livello stradale vi sono due corridoi laterali per il passaggio di pedoni e biciclette. Il pilone, alto 95 metri, ospita a 80 metri di altezza un ristorante (soprannominato UFO per la sua forma) raggiungibile con un ascensore, e sulla cima vi è una terrazza panoramica che consente una vista fino a 100 km di distanza, frequentata ogni anno da 200 mila visitatori. Il Novy Most, da mercoledì di nuovo ufficialmente Most SNP, è il più lungo ponte strallato del mondo con un unico pilone. Occupa inoltre la quarta posizione nella categoria dei ponti sospesi, ed è terzo tra i ponti con un pilone inclinato (fonte Wikipedia). Nel 2001 è stato dichiarato costruzione del secolo in Slovacchia. Il pilone di Novy Most è parte della World Federation of Great Towers (WFGT), assieme ai più alti edifici del mondo.

Autori del ponte, i cui lavori sono iniziati il 5 dicembre 1967, sono indicati l’architetto Jozef Lacko e l’ingegnere Arpad Tesar, oltre ad altri collaboratori. Curiosamente il loro progetto non vinse il concorso internazionale indetto per l’occasione, ma arrivò soltanto quarto. Fu però scelto dalle autorità del tempo per ragioni economiche. La struttura in acciaio del viadotto è stata prodotta nel 1968 a Ostrava.

Inaugurato nel 1972, il ponte fu dedicato alla guerra partigiana, una tematica cara all’allora governo comunista, con la denominazione Most SNP. Il Consiglio comunale cambiò poi il nome con l’indistinto nome Novy Most che ha durato fino ad oggi. È su iniziativa del sindaco di destra di Stare Mesto, Tana Rosova (SDKU), che il Consiglio comunale della capitale (a maggioranza di centro-destra) ha di nuovo deciso di tornare al nome storico. Regolari ispezioni, tra le quali i test dinamici che vengono attuati ogni quattro anni, l’ultimo dei quali è dello scorso anno, dimostrano che la dinamica della struttura è praticamente invariata rispetto al 1972.

(Fotografia : nunocardoso @ flickr)

(Pierluigi Solieri)

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