Anniversari: centocinquant’anni fa la Lira univa l’Italia monetaria

Il 24 agosto 1862, con la firma da parte di Vittorio Emanuele della legge n. 788 sull’unificazione monetaria, la lira italiana ebbe corso legale e sostituì tutte le altre monete circolanti nei vari stati preunitari, unendo così l’Italia anche dal punto di vista economico.

A presentare la legge fu il bolognese Gioacchino Napoleone Pepoli, Ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio, che nella relazione alla Camera – come troviamo sul Corriere della Sera del 3 luglio 2010 – sottolineò che «la moneta, mentre corre nelle mani di tutti come segno ed equivalente di ogni valore è pure il monumento più popolare, più costante e più universale che rappresenti l’unità della nazione».

Già l’anno precedente, per la verità, il corso legale della lira era stato esteso, con decreto del 17 luglio 1861, a tutto il territorio del Regno dei Savoia, pur mantenendo la validità anche delle altre monete degli stati preunitari. Curiosamente, la prima moneta espressamente denominata “una lira italiana” non era stata però emessa in territorio piemontese, bensì nel dicembre 1859 ad opera del governo provvisorio della Toscana.

Ma l’introduzione della lira italiana sul territorio dello stivale, tuttavia, è un’altra di quelle eredità che abbiamo ricevuto da Napoleone Bonaparte, come il Tricolore. Se quest’ultimo è stato adottato nel periodo della Repubblica Cispadana (1796 – 1797), la lira risale alla seconda campagna d’Italia con la ricostituzione della Repubblica Cisalpina come Repubblica Italiana (gennaio 1802), trasformatasi poi nel Regno d’Italia (marzo 1805). La lira era allora, in realtà, l’esatto corrispondente del franco francese, cui corrispondeva perfettamente per forma, peso e valore.

La nostra moneta nazionale (il vecchio conio, come amano dire certi economisti) ci accompagnerà, con alti e bassi (più i secondi per la verità, date anche le non infrequenti svalutazioni forzose) per 140 anni, fino al 2002, quando il 1° gennaio entrò in circolazione l’euro.

(La Redazione)

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