Jozef Medový, un prete slovacco alla curia romana

Monsignor Jozef Medový (Smolenice 1926 – Santa Marinella 1999), un figlio che la chiesa slovacca non ha potuto riabbracciare dopo la sua ordinazione sacerdotale, avvenuta a Roma nel 1950, è in questi ultimi tempi una personalità che il mondo slovacco e italiano sta riscoprendo. Nel 2011 è uscito un volume di monografie, dal titolo “Smolenice Vlastivedna Monografia Obce”, di Katarína Nováková ed altri autori, edito dalla casa editrice slovacca Dajma, nel quale è riportata una sintesi della sua biografia. A giungo del 2012, a chiusura dell’anno scolastico, gli alunni della scuola media di Smolenice hanno condotto uno studio ed una ricerca rivolta ai personaggi illustri della loro regione e per la prima volta è stata affrontata una ricerca sulla figura di monsignor Medový, accostando la sua personalità a quelle ben più note di Štefan Banič (l’inventore del paracadute), Štefan Jastrabík (storico), Ladislav Kuna (calciatore), Juraj Fándly, Jozef Ignác Bajza, Ján Hollý e Pavol Ušák Oliva (sacerdoti cattolici, scrittori e poeti).

Il libro di recente pubblicazione “Jozef Medový, un voto d’amore per amore degli altri” (Edizioni Youcanprint, Tricase, 2012) di Roberto Serafini – peraltro uscito anche in lingua slovacca con il titolo “Jozef Medový, Sľub z lásky k Bohu” – racconta la vita dell’uomo e del sacerdote, nato in un piccolo paese della Slovacchia occidentale, inviato a Roma dal vescovo di Trnava Ambroz Lazík nel novembre del 1947 per gli studi teologi e costretto a rimanere in Italia – come altri suoi connazionali – a causa del regime totalitario comunista instauratosi dopo il “colpo di stato” nella ex Cecoslovacchia, governata dal Primo Ministro e in seguito Presidente della Repubblica Klement Gottwald. «Era l’ottobre 1947. Non avevo ancora finito di sistemare le mie cose dopo i corsi estivi della Legio Angelica e programmavo già l’estate del 1948, quando improvvisamente mi arrivò una lettera dall’Ufficio dei vescovi di Trnava, che mi annunciò che sarei andato a Roma per gli studi teologici. Da quel momento cambiò tutto…». Così scriveva ai ragazzi della “Legio Angelica”, l’organizzazione dei chierichetti slovacchi di cui era segretario generale, appena giunto a Roma, convinto di poterli riabbracciare dopo quattro anni, al termine dei suoi studi. Il destino gli riservò ben altro. Lontano dai suoi affetti e dalla sua patria, rimane a disposizione della Curia romana che lo invia dapprima in Friuli e in seguito nella diocesi di Porto-Santa Rufina, confinante con la diocesi di Roma, dove svolse il suo ministero sacerdotale per oltre quarant’anni, ricevendo la stima e l’apprezzamento di laici e confratelli, per le sue doti umane e spirituali.

Medový ha il grande merito di aver contribuito alla fondazione del Pontificio Istituto Santi Cirillo e Metodio di Roma, dove dal 1961 vivono e studiano i giovani slovacchi, che sentono la vocazione del sacerdozio. Merito dovuto al fatto di aver seguito l’iter burocratico – amministrativo del riconoscimento giuridico dell’Istituto, oltre che aver individuato il terreno in vendita dove far sorgere la struttura. La sua amicizia con il cardinale Eugène Tisserant, l’allora vescovo della diocesi di Porto-Santa Rufina, ha favorito ulteriormente il buon andamento dell’opera. Viene nominato tra l’altro membro del comitato di fondazione dell’Istituto insieme a monsignor Štefan Nahálka (primo rettore), monsignor Jozef Tomko (ora cardinale prefetto emerito della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli) e Ludovit Macak (SdB). Nel 1966 viene nominato vice-rettore del Pontifico Collegio Nepomuceno di Roma, dove aveva ricevuto la preparazione sacerdotale dal 1947 al 1950, dando avvio ad una serie di ristrutturazioni e modernizzazioni resesi necessarie nell’edificio costruito nel 1884.

Nel libro di Roberto Serafini viene raccontata la sua vita, dall’infanzia alla morte, anche alla luce del rapporto personale di amicizia venutosi a creare con l’autore, che rivela aneddoti e fatti ripescati nell’intimità dei propri ricordi. Per approfondimenti e info su dove acquistare il libro, si può consultare il blog, gestito dall’autore, http://jozef-medovy.blogspot.it/.

(Dania Cerilli)

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