Commemorata oggi l’invasione della Cecoslovacchia del 21 agosto 1968

Si è tenuta questa mattina una cerimonia in onore delle vittime dell’invasione della Cecoslovacchia da parte della truppe del Patto di Varsavia. Alti funzionari statali con in testa il Presidente Ivan Gasparovic, figure di spicco dell’opposizione e rappresentanti della Confederazione slovacca dei prigionieri politici – che ha organizzato l’evento – hanno partecipato per commemorare l’evento del 21 agosto 1968.

L’invasione, arrivata al culmine della stagione di riforme pensata da Alexander Dubcek e nota nel mondo come Primavera di Praga (oggi, con una dizione più politically correct, detta Primavera Cecoslovacca), è stato un evento che ha unito la Nazione, ha detto nel suo discorso Anton Srholec, capo della Confederazione slovacca dei prigionieri politici. «È difficile unire la Nazione in una lotta comune, [volta a perpetrare] il bene comune. Ma improvvisamente venne un nemico, e in quel momento ci siamo uniti, e, pieni di entusiasmo, abbiamo marciato attorno ai carri armati e sputato su di loro», ha ricordato Srholec.

Gasparovic ha sottolineato che la Slovacchia non dovrebbe dimenticare gli eventi del 1968. Non solo commemorando coloro che hanno sofferto nell’agosto 1968, ma anche le persone che hanno subito persecuzioni e pressioni politiche negli anni successivi.

L’evento commemorativo ha segnato il 44esimo anniversario dell’invasione, momento che ha diviso la storia cecoslovacca in due parti, un prima e un dopo, che ancora molti slovacchi hanno vissuto con angoscia. Per la storia di quegli eventi: qui e qui.

Video: Primavera di Praga, Francesco Guccini

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(Foto in alto: Ladislav Bielik / Bratislava, Agosto 1968)

(La Redazione)

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