Morto Karol Kallay, il più noto dei fotografi slovacchi

Karol Kallay, il più significativo dei fotografi slovacchi, è morto sabato all’età di 86 anni. A darne la notizia a poche ore dal decesso in ospedale è stato il figlio Karol Jr, il più grande dei due figli (l’altro è Martin). Nato a Cadca (regione Zilina) il 26 aprile 1926, Karol Kallay fece studi in economia e legge, laureandosi nel 1948, ma intraprese nonostante questo la carriera di fotografo professionista. Collaborò con vari periodici in Slovacchia e all’estero, incluse alcune tra le più importanti riviste di moda a Parigi e Berlino, dove lasciò un suo segno personale (un suo motto diceva che gli abiti non sono di lamiera).

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A scuola, Slovacchia, Karol Kallay, 1958 (SNG, webumenia.sk)

Già nel 1950 lavorava come fotografo freelance, e quattro anni più tardi pubblicò il suo primo libro sui fiumi slovacchi. Nel corso della sua vita ha pubblicato più di 35 libri (con i temi più vari, in particolare di paesaggio e reportage, che trattavano di Los Angeles, New York, Tokyo, Roma, Messico, Slovacchia) e le sue opere sono state esposte in molte decine di mostre in tutto il mondo. I suoi libri “Piesen o Slovensku” (Canzone sulla Slovacchia) e “Los Angeles” hanno vinto, tra gli altri, anche il premio Unesco per il più bel libro del mondo.

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Italia II, Karol Kallay, 1962 (SNG, webumenia.sk)

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Messico, Karol Kallay, 1967 (SNG, webumenia.sk)

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Messico, Karol Kallay, 1967 (SNG, webumenia.sk)

Da freelance ha viaggiato in tutto il mondo, e nel 1970 divenne membro della Federazione Internazionale delle Arti Fotografiche (FIAP) in Svizzera, che gli ha conferito il titolo EFIAP (Excellence de la Fédération Internationale de l’Art Photographique). Nel 1979 inizia una collaborazione con la rivista tedesca Geo (che nel 1992 lo nomina “Fotografo dell’anno”, e negli anni ’90 lavora per le riviste tedesche Stern, Spiegel e Focus. I lavori fotografici che mostrano il suo grande talento, in particolare nel settore reportage, sono stati esposti in oltre ottanta mostre personali in patria e all’estero (Praga, Berlino, New York, Mosca, Budapest, Varsavia, Bucarest, Sofia, Parigi, Amburgo, Baghdad, Il Cairo, Tokyo, Istanbul, L’Avana …), per non parlare delle collettive.

Tra i tanti premi e onorificenze, nel 1998 ricevette dal Presidente della Repubblica Slovacca la Croce di Pribina di I classe per la sua carriera.

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Bratislava Moja, Karol Kallay (fonte ephoto.sk)

L’ultima mostra di rilievo è stata realizzata lo scorso anno nella capitale slovacca nell’ambito del festival Mese della Fotografia di Bratislava. Il titolo “Bratislava Moja” tradiva un atto d’amore verso la città d’adozione, con fotografie del dopoguerra in gran parte mai esposte, che hanno poi dato vita al volume dallo stesso titolo edito nei primi mesi di quest’anno.

Per saperne di più su di lui: www.karolkallay.sk

(Pierluigi Solieri)

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