La Slovacchia si prepara alla Presidenza UE del secondo semestre 2016

La Slovacchia sta per avviare formalmente i preparativi per la sua Presidenza dell’Unione Europea. La Slovacchia sarà infatti, dopo il suo ingresso avvenuto nel 2004, per la prima volta a capo dell’UE nella seconda metà del 2016, come ha annunciato nei giorni scorsi l’Ambasciatore slovacco in UE Ivan Korcok. I paesi che già hanno avuto un semestre di Presidenza, ha detto Korcok, «ci ha raccomandato di iniziare già oggi, mentre al contrario due anni sono sufficienti per chi ha già presieduto l’Unione Europea». Si tratta, ha aggiunto, di una grande sfida di qualità per la Pubblica amministrazione del Paese.

Per fare bene, ha ricordato l’ambasciatore, la Slovacchia dovrà poter contare sulla consulenza di paesi più esperti, e per questa ragione è in stretta comunicazione con i restanti tre paesi del Gruppo di Visegrad (Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria) e con la Slovenia, tutti già a capo dell’UE per un semestre negli ultimi quattro anni. E in particolare, Korcok ha detto che sarà di grande aiuto l’esperienza della Danimarca, che ha appena ceduto il 30 giugno scorso il timone a Cipro, e che ha fatto fronte alla situazione bene e a costi ragionevoli, la seconda delle quali caratteristiche interessa in modo specifico la Slovacchia, che non intende mettere a prova le sue ridotte capacità finanziarie.

Secondo l’ambasciatore, la presidenza di turno UE si basa sul principio fondamentale della continuità, e a questo proposito ha detto che «solo alcune delle proposte legislative possono essere concluse entro una o due presidenze, e dunque l’80% del programma è continuamente rilevato dal paese successore».

Uno dei problemi da risolvere sarà trovare personale adeguato e altamente qualificato per gli uffici di rappresentanza permanente a Bruxelles, che in genere devono essere raddoppiati a causa della presidenza dell’UE. A questo riguardo, il Ministero degli Affari Esteri ha indicato che i locali di cui oggi gode la Slovacchia a Bruxelles sono insufficienti per la rappresentanza permanente della Slovacchia, e la questione potrebbe essere risolta con l’acquisto di un nuovo edificio. Dopo il 2016, poi, potrebbe servire per altri organi dello Stato a Bruxelles.

E sempre il Ministero degli Esteri ha raccomandato che venga nominato, per gestire tutte le problematiche della preparazione della Presidenza UE, un nuovo delegato del governo, cosa  da crearsi entro la fine di quest’anno, secondo la decisione che prontamente il governo ha preso ieri nella seduta del Consiglio dei Ministri.

Sarà anche necessario mettere a budget un importo, oggi impossibile da quantificare ma che si prevede di non poco conto, per sostenere le spese concernenti il ruolo di presidenza. Venendo ad altri Paesi vicini, le somme stanziate variano dai 100 milioni della Polonia ai 90 milioni la Repubblica Ceca, agli altri 100 milioni della Danimarca, mentre i 61 e rotti milioni messi da parte da Cipro, attuale Presidente, paiono piuttosto modesti. La questione finanziaria sarà studiata da un’analisi del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero delle Finanze, da sottoporre al Consiglio dei Ministri entro la fine di marzo 2013.

(Fonte Tasr, Red)

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