Intervista a Matteo Macchioni: tutto è iniziato da un Natale e una batteria

Macchioni, 28 anni, ha una voce convincente, anche per chi non ha mai amato troppo la fusione di musica seria con quella leggera (come il sottoscritto). Sicuramente il suo manager, il modenese Bettalico, che fu il primo manager e produttore anche di Andrea Bocelli, avrà il suo ruolo in tutto questo. Dopo aver studiato fin da bambino pianoforte, Matteo in età più recente si è dedicato al canto, giungendo nel 2008 alla fase finale del concorso Pavarotti quale interprete più giovane. Qui ricevette i complimenti del tenore Carlo Bergonzi, tuttora un’autorità nel campo. È del 2010 la partecipazione di Matteo al talent-show “Amici”, trasmissione di Canale 5, circostanza che gli viene addebitata come infamia dai cultori del bel canto, ma che gli ha fatto “bucare” gli schermi e arrivare al grande pubblico, oltre a fargli incidere un disco pop-lirico con la casa discografica Sugar. Pochi mesi dopo viene scritturato con grande intuito dal direttore Daniel Oren per il ruolo di Nemorino ne L’esilir d’amore di Donizetti. Questo sarà il suo debutto operistico che calmerà le voci critiche, e stampa ed esperti gli riservano commenti lusinghieri. Un secondo ruolo d’opera gli capita nel 2011 con Ernesto nel Don Pasquale, sempre di Donizetti, e fra poche settimane lo aspetta un’altra interpretazione con il rossiniano Barbiere di Siviglia nel ruolo protagonista del Conte d’Almaviva.

Matteo è per la prima volta a Bratislava per esibirsi in due serate del progetto Giorni dell’Amicizia Italo-Slovacca. Lo incontriamo dopo la calda accoglienza che il pubblico ha riservato allo spettacolo di venerdì in piazza, del quale parliamo in altro articolo. Ma dobbiamo fare la fila, prima di noi ci sono stuoli di ragazze che gli chiedono un autografo e qualche foto insieme a lui… mah, non sembra nemmeno di essere a Bratislava, ma piuttosto in una qualunque città italiana. Qui di seguito il risultato della nostra chiacchierata.

«Nel mio disco d’esordio convivono queste mie due anime, il pop e la lirica. Ma io sono anche un cantante d’opera, anche se davvero agli inizi. Ho debuttato con Daniel Oren ne L’elisir d’amore nel 2010, poi Don Pasquale, e adesso a settembre sarò protagonista nel Barbiere di Siviglia al Festival di Stresa, una manifestazione tra le più prestigiose in Italia con una grande storia e tradizione e il patrocinio del Presidente della Repubblica. Sono andato alla trasmissione “Amici” [nel 2010], e subito dopo, pochi mesi dopo, Daniel Oren mi ha chiamato ed è stato un po’ uno tsunami per tutte le critiche che sono sorte. Vedere un tenore in televisione era un po’ come dissacrare un mondo, e invece è stata un’esperienza che mi ha dato tanto, anche perché con me avevo uno spartitista dell’Opera di Roma, che studiava con me ogni giorno, e ho avuto dunque anche la possibilità di crescere. Questo messaggio non è passato molto ai cosiddetti “fan del loggione”, ai melomani, però l’ingaggio ricevuto da Daniel Oren ha fatto drizzare le orecchie un po’ a tutti, e si sono detti “beh, allora sentiamolo, prima di giudicarlo”».

Matteo a Telerano, programma del mattino di Markiza TV

È la tua prima esperienza all’estero?

«Sono stato anche a un festival internazionale in Brasile, con questo repertorio crossover fatto di canzoni pop, di arie liriche e di storiche canzoni italiane e napoletane, come O sole mio. Del resto anche Nessun dorma, seppure sia una romanza d’opera, è ormai divenuta nello spettacolo mondiale una “canzone” da grande interpretazione, da gran concerto.

Ho letto che hai cantato per strada a Vienna…

«Ero stato invitato da Agostini Editore per uno show televisivo, dove sono stati selezionati dei bambini che, portati in teatro, hanno potuto vedere com’è l’opera – l’aprirsi delle quinte, il salire e scendere del sipario, hanno potuto parlare con il direttore d’orchestra e cantare con le loro voci bianche – e ne sono rimasti affascinati. Tutto questo è stato ripreso e mandato in onda su Sky in una sorta di talent-show, ma senza quelle tensioni e problemi tipici di questo tipo di programmi. La conferenza stampa del programma si è scelto di farla a Vienna, città della musica e soprattutto patria di Mozart. Era presente qualcuno del Corriere della Sera, e, per strada, mi hanno chiesto “dai, canta, vediamo che succede”. Io ho attaccato O sole mio, vergognandomi da morire. In pochi attimi avevo la ressa intorno, la gente era dapprima scettica ma poi si è convinta. In particolare, un barista di un locale vicino, che era sicuramente uscito per farmi sgomberare, si è fermato stupito e alla fine ha applaudito come e più degli altri, insistendo perché entrassi nel caffè con lui. Si è trattato di una zingarata che alla fine si è dimostrata una cosa carina».

Tu sai quello che vuoi, hai chiaro l’obiettivo che ti poni?

«Quello su cui punto in particolare è esportare questo talento all’estero. Purtroppo l’Italia, peraltro Paese straordinario e che amo, è diventata “piccola”. Non so dire perché, ma per i cantanti lirici non è facile. È difficile ottenere spazio, è difficile l’inizio di carriera. Non è facile in nessun caso ma all’estero, per le voci italiane, quelle che studiano tanto e che possono ambire a una carriera, c’è ancora spazio. E quindi sono un po’ partito alla “conquista del mondo”. Io sono stato fortunato, ma in Italia ci sono tanti talenti, tanti giovani che meriterebbero una chance».

Tu hai già pubblicato un disco con la Sugar di Caterina Caselli, dunque non sei affatto partito male.

«Sì, ripeto, sono stato fortunato. La televisione dà una grande popolarità, ma poi si deve navigare in mare aperto, si deve continuare, non montarsi la testa e non mollare mai perché a un buon inizio segue sempre una grande aspettativa da parte del pubblico, che chiede sempre di più. Io riscontro il consenso del pubblico alle mie performances. Questa è la mia prima volta a Bratislava, ma gli applausi mi sono parsi convinti, e non avevo certo una grande promozione alle spalle per giustificare questo».

Abbiamo sentito anche le ragazze piuttosto convinte … J. Si sono sentiti chiaramente i loro strilli dalla platea. Come è capitato così velocemente, alla tua prima apparizione in città?

«Ah ah.. [ride imbarazzato], beh, non lo so… sarà il fascino della voce italiana… [ride] non lo so. Ho constatato, comunque, che Bratislava è una città piena di belle ragazze, questo l’ho notato al primo sguardo. Ma questo non scriverlo, eh!..».

Matteo Macchioni a Telerano-Markiza con il manager Bettalico

Chi ti ha coinvolto in questo progetto in Slovacchia?

«Giovanni Gentile [organizzatore dell’evento] ha contattato il mio manager e.. sono qui. Ieri abbiamo fatto un concerto a Palazzo Primaziale, oggi lo spettacolo in piazza, e ci sono state un paio di ospitate in tv, Telerano su Markiza TV e un telegiornale sulla tv pubblica, STV. Tutti sono stati molto gentili.. ho trovato un clima che per la verità non mi aspettavo da un paese “del nord”. Ho notato, in generale, un grande rispetto per la musica. Anche qui in piazza, tutti erano in perfetto silenzio fino alla fine, quando scattava l’applauso. Questo lo vedo come un pregio assoluto di questo pubblico nei confronti di artisti e musicisti».

Poi continua: «Qui è veramente tutto bellissimo, ma veramente, eh! La città è stupenda, [no, scusa, Matteo, non si può scrivere, è troppo una sviolinata…]. Noo? Non si può dire? Allora dico che c’è molta attenzione per la musica e, soprattutto, c’è calore. Io sono uno straniero, nessuno mi conosce, però mi sono messo a cantare e la voce… forse è la voce che fa il miracolo.. non so, ma puoi scrivere che mi sono trovato molto molto bene. E spero di tornare, magari per un tour nelle varie città della Slovacchia, dove vedo un terreno molto fertile per le voci italiane».

Tu sei di Sassuolo, dunque hai vissuto in modo contiguo le vicissitudini del terremoto emiliano di maggio. Com’è stato il tuo rapporto con questa catastrofe? Questa sera hai dedicato a quell’evento Caruso di Dalla…

«Io vivo in un comune che non è stato colpito, ma sono andato più volte nella bassa, ho cantato, ho visitato la Protezione civile, ho visto i capannoni industriali distrutti, temo che ci sarà un autunno di miseria, tanta miseria. Ora siamo in estate, si può anche dormire in tenda, ma d’inverno sarà un’altra cosa… I centri storici sono tutti chiusi, inagibili, chi ha la casa lì cosa deve fare? Noi emiliani siamo gente che si rimbocca le maniche, ma c’è bisogno di aiuto. Spero… spero che le aziende rimangano, e ricostruiscano lì. Temo che ci sia più di uno che pensi di andare a investire altrove, magari all’estero, per evitare la burocrazia italiana che potrebbe rallentarlo mentre cerca di ripartire. Spero di no».

Matteo Macchioni in versione ... James Bond

Come è iniziata la tua carriera? Come mai ti sei dedicato alla musica? Come è nato il tuo talento?

«Babbo Natale mi regalò a quattro anni una batteria. Da lì è iniziato tutto. Ho proseguito con il pianoforte, studiato al conservatorio, e contemporaneamente suonavo nelle cover band della zona, facendo concerti nei locali. Pop, intendiamoci. È solo dopo i 18 anni che ho iniziato a sviluppare questa voce… e adesso sono qui. Tutto è iniziato da un Natale e una batteria».

Confesso, non avevo mai sentito parlare di lui, nemmeno sapevo che faccia avesse, e certo non avevo visto Amici. Ma la performance di Matteo mi ha convinto di una cosa: il ragazzo ha carattere, sicuramente talento, una bella voce lirica limpida (quella pop non mi persuade ancora..) e farà strada.

“Caminante no hay camino, se hace camino al andar…”.

(Pierluigi Solieri)

Crediti fotografici: il ritratto in alto, preso dal concerto in piazza, è di Desana Dudasova. Le altre fotografie sono state “rubate” dalla pagina Facebook di Matteo, e sono state tutte scattate a Bratislava.

3 comments to Intervista a Matteo Macchioni: tutto è iniziato da un Natale e una batteria

  • Anna

    Una voce lirica talmente bella che non sembra vero possa esistere ed invece esiste ed è la sua!
    Grande Matteo!
    P.S.: a me piace anche molto nel pop! 😉

  • ely

    Ho conosciuto Matteo ad “Amici”, e mi ha rapita.. Il suo talento è talmente grande che non ha limiti.. E’ grande nel pop e grandissimo nella lirica.. E lo adoro!!! Perciò, il mio augurio più grande, che posso fare una grande carriera come si merita!!! In bocca al lupo Matteo!!! SEI GRANDE!!! 🙂

  • alexysss

    io c’ero …la foto james Bond è venuta proprio bene…è stato tutto surreale……ma vero….grazie a matteo ed alla sua grande voce

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