La prima medaglia per la Slovacchia alle Olimpiadi viene dal tiro

Viene dal tiro la prima medaglia della Slovacchia ai Giochi Olimpici di Londra 2012. Dana Bartekova ha vinto il bronzo nella disciplina del tiro a volo (skeet) dopo una gara tesa con la russa Marina Belikova. La Bartekova, plurivincitrice della Coppa del Mondo, era detentore del record mondiale fino alla finale di Domenica, quando è stata superata dalla campionessa olimpica Kimberly Rhode (Usa). Argento è la cinese Wei Ning.

La 27enne di Trencin, che si era piazzata ottava a Pechino nel 2008, si è qualificata per la finale su un totale di sei tiratori dalla seconda posizione. Poi è riuscita a guadagnare 90 punti e battere la russa Belikovova (4:3). «Ho pianto a Pechino e ora piango di nuovo», ha detto la Barteková all’agenzia Tasr, «ma c’è una grande differenza: allora piansi per la delusione e ora per la felicità».

Intanto, il canoista slovacco Michal Martikan nella gara di domenica si è qualificato per le semifinali nel singolo maschile C1.

Ma non tutto è andato a dovere. Il ciclista Peter Sagan, a soli 22 anni un idolo delle folle, ha trovato una giornata no e si è piazzato soltanto 34esimo, deludendo i tanti fan slovacchi che da lui si attendevano, dopo una stagione così brillante, almeno una medaglia – possibilmente d’oro. E nel tennis, Dominika Cibulkova ha perso al primo turno del singolare femminile con la bulgara Tsvetana Pironkova in due set 6:7 e 2:6. Dominika ha dato parte della colpa all’erba del campo di gioco, che «era incredibilmente scivolosa per me e mi sentivo come una capra sul ghiaccio». Anche il collega Lukas Lacko ha perso con il tedesco Phillipp Petzschner 6:7 e 1:6.

L’altra tennista Daniela Hantuchova, invece, ha ottenuto una vittoria il primo giorno dei Giochi, battendo la concorrente cinese Na Li in tre set 6:2, 3:6 e 6:3. «Apprezzo sicuramente questa vittoria», ha detto, «significa molto per me, le Olimpiadi sono qualcosa di molto speciale».

C’è poi una discreta delusione per la performance del portabandiera della Slovacchia, Jozef Gonci, due bronzi olimpici in carriera, che non ha confermato le aspettative. Gonci, 38 anni, l’atleta più “anziano” della squadra olimpica slovacca, non è riuscito ad entrare in semifinale nella disciplina della carabina ad aria compressa 10 m, e si è lamentato di uno dei peggiori risultati degli ultimi anni nonostante anche un bel punteggio pieno di 100. È stato in particolare un suo tiro da “soli” 96 punti, sui sei tiri totali previsti per la gara, a fare il disastro. «Segno un 96 forse una volta l’anno», ha detto rammaricandosi che gli sia capitato proprio alle Olimpiadi. Un punto, a questi livelli, «significa un salto di 5-7 posizioni», ha detto, e così è giustificato il suo arrivo al 31esimo posto. Si è comunque lamentato di mancanza di concentrazione e problemi di sonno, ma soprattutto degli spettatori, che non hanno osservato le regole applaudendo e scattando foto col flash. Cosa abbastanza inusuale alle Olimpiadi, dice Gonzi, che spera di rifarsi nella sua seconda disciplina, il fucile prono, dove vinse un bronzo ad Atlanta 1996.

(Fonte Tasr, Sita)

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