Londra 2012: gli slovacchi si aspettano almeno tre medaglie, compreso un oro

Gli atleti slovacchi che da oggi iniziano a Londra una nuova avventura olimpica sono attesi vincere almeno tre o quattro medaglie, tra le quali una del colore più bello, l’oro, secondo un sondaggio condotto recentemente. Almeno la metà dei rispondenti si è detta certa di questo risultato ai Giochi Olimpici 2012 di Londra. L’indagine, svolta per via telefonica da UPC Broadband Slovakia su un campione di 675 suoi clienti, ritiene che il ciclista Peter Sagan, i canoisti e i tennisti siano i maggiori candidati per una medaglia.

Quasi la metà degli intervistati hanno in programma di guardare le Olimpiadi in tv, e molti di loro saranno concentrati sulle prestazioni degli sportivi e sportive slovacchi e delle loro discipline preferite. Circa il 36% ha detto di voler assistere alle gare olimpiche per almeno due ore al giorno in media, mentre un altro 11% si è detto pronto a dedicarvi ancora più tempo.

Sagan è citato dal 41% degli intervistati quale uno dei papabili per una medaglia, dopo aver fatto a lungo parlare di sé nella scorsa e presente stagione. Seguono i canoisti slovacchi (28%) come i fratelli Peter e Pavol Hochschorner, che da tre edizioni consecutive si aggiudicano la prova di canoa slalom nella specialità C2. Ma anche Michal Martikan (slalom C1, già vincitore di quattro medaglie olimpiche), Erik Vlcek, Peter Gelle, Jana Dukatova, Lubomir Hagara, Martin Jankovec, Marek Krajcovic, Juraj Tarr, Ivana Kmetova e Martina Kohlova. Il 7%, poi, crede della vittoria dei giocatori di tennis, con Dominika Cibulkova recentissimamente incoronata al 2012 Mercury Insurance Open in Carlsbad, California (domenica), ma anche con la più quotata Daniela Hantuchova e i maschietti Lukas Lacko e Martin Klizan.

Minori chances sono lasciate ai tiratori slovacchi Zuzana Stefecekova, Jozef Gönci, Pavol Kopp, Juraj Tuzinsky, Erik Varga, Danka Bartekova e Daniela Peskova; ai nuotatori Tomas Klobucnik, Katarina Filova, Katarina Listopadova, Denisa Smolenova, Miroslava Syllabova; al saltatore (in alto) Michal Kabelka, ai martellisti Marcel Lomnicky e Martina Hrasnova, ai fondisti Anton Kucmin e Maria Czakova (entrambi 20 km), Matej Toth e Milos Batovsky (entrambi 50 km), Lucia Klocova (800 m e 1.500 m), Katarina Beresova (maratona), alle saltatrici Jana Veldakova (in lungo) e Dana Veldakova (triplo) e ai ginnasti Samuel Piasecky (barre) e Maria Homolova (artistica).

Cerimonia inaugurale sontuosa questa sera nella inconsueta canicola londinese (diretta tv dalle 21:00), sotto lo sguardo impassibile di oltre 18mila soldati che rinforzano il magro plotone di guardie private (circa 6mila) per una Olimpiade che trova nella sicurezza la parola d’ordine. Cade infatti il quarantennale del tragico attacco dei palestinesi di Settembre Nero al villaggio olimpico di Monaco di Baviera, in occasione dei Giochi del 1972, quando il 5 settembre un commando palestinese fece irruzione nella palazzina che ospitava gli atleti israeliani, sequestrandone 11 e chiedendo per il loro rilascio la liberazione di 234 detenuti, quasi tutti palestinesi ma anche i leader e fondatori del gruppo terroristico tedesco Bader-Meinoff. Alla risposta negativa di Israele e delle autorità tedesche, i terroristi cambiano richiesta: vogliono andare all’aeroporto insieme agli ostaggi, cosa che viene concessa per poter fare un’azione di forza delle teste di cuoio germaniche, che rifiutarono qualunque aiuto israeliano. Tragico l’epilogo, tutti gli ostaggi rimangono uccisi, oltre ad alcuni terroristi. L’idea di annullare le Olimpiadi non trova abbastanza consensi, e sarà soltanto la squadra israeliana, per protesta, a fare le valigie e rinunciare alle gare. Sono di queste settimane una serie di rivelazioni che spiegano come le autorità tedesche non abbiano al tempo considerato tutta una serie di segnali provenienti dal mondo arabo che avrebbero potuto forse evitare il massacro. E quello che forse è ancora peggio, negli ultimi quarant’anni hanno fatto di tutto per nascondere ben bene le prove della loro inefficienza.

Speriamo davvero che, nonostante gli allarmi cresciuti dopo l’attacco dinamitardo ad ebrei in un bus all’aeroporto bulgaro di Burgas nei giorni scorsi, che ha lasciato sul terreno sei vittime, si torni a parlare soltanto di sport e di sana competizione atletica, in spirito di fraternità e amicizia.

Dunque, vinca il migliore, lasciando da parte lo slogan decoubertiniano dell’importanza del partecipare. Forza Slovacchia. E Forza Italia.

(La Redazione, Fonte sondaggio Tasr)

Share

Commenta

  

  

  

Si possono usare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

aprile: 2014
L M M G V S D
« mar    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930