Agricoltura: uno sviluppo per l’autosufficienza alimentare porterebbe migliaia di posti di lavoro

Una politica di sviluppo dell’agricoltura in Slovacchia per un miglioramento della sicurezza e autosufficienza alimentare del Paese potrebbe creare qualcosa come 6.700 nuovi posti di lavoro, ha detto venerdì il presidente dell’Associazione dei produttori, stoccaggio e commercio di foraggio (ZVKSaOS). «Negli ultimi 15 anni», ha detto, «ci siamo venuti a trovare in una situazione di insufficienza produttiva, e importiamo il 70% della carne di maiale, circa il 50% di carne bovina, il 15-20% del pollame». La Slovacchia è a malapena autosufficiente solo per uova e latte, «ma questo solo a causa del basso consumo», ha dichiarato Marian Uhrik in una conferenza stampa.

Lui ritiene che la Slovacchia sia ormai divenuta la “discarica alimentare” d’Europa, dove vengono inviati e venduti tutti i prodotti alimentari invenduti e in eccesso. Il problema è che questo non solo produce cibo di qualità inferiore, ma colpisce anche l’economia e l’occupazione nazionale.

È necessario, ha sottolineato Uhrik, per essere autosufficiente, che la Slovacchia aumenti il numero di suini del doppio, del 30% i bovini da carne e del 50% il numero delle vacche da latte. Questi sviluppi, ha conteggiato, «avrebbero un impatto sull’economia tale da portare un possibile profitto di oltre 600 milioni di euro», e solo per  la produzione primaria e i foraggi. Il che potrebbe consentire alla Slovacchia di ridurne drasticamente il deficit del commercio estero nel settore agricolo, «che sta peggiorando di anno in anno».

Il rafforzamento della produzione alimentare potrebbe poi dare lavoro a 6.700 persone, ha proseguito Uhrik, in particolar modo nelle zone rurali più remote, caratterizzate oggi da un alto tasso di disoccupazione.

(Red)

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